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Full text of "Istruzione per maneggio e scherma della sciabola"

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PER 



MANEGGIO E SCHERMA 

DELLA SCIABOLA 

DEL 

CAPITANO SETTIMO DEL FRATE 

AIUTANTE MAGGIORE 
NEI CAVALLEGGERI DI MONFERRATO 



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FIRENZE 

TIPOGRAFIA, LIT. E CALC. LA VENEZIA, VIA DE' RENAI N° 4. 

1868. 






ALL' ILLUSTRE 

COLONNELLO COlsA^lSTJDJ^l^rr^l 

IL 

REGGIMENTO CAVALLEGGERI DI MONFERRATO 

AMBIO DI C0L0BIAN0 cav. GEROLAMO 



Eccole, Illustre Colonnello, un frutto 
dello studio cui Ella mi animava colP e- 
sempio e con non poche ore di partico- 
lare istruzione. 

Con questo breve lavoro io tentai di 
rispondere al desiderio da Lei espres- 
somi di raccomandare allo scritto il si- 
stema del maneggio della Sciabola da 
Lei introdotto nel Reggimento affidato 
al suo comando. 

Quantunque fin da principio mi fossi 
accorto di dovere incontrare difficoltà su- 
periori alle mie forze, e quantunque fossi 
persuaso di non poter pienamente rispon- 
dere alla sua espettativa, pure non volli 



desistere, perchè il suo desiderio divenne 
un obbligo per me dal momento che con 
troppo lusinghiera fiducia Ella mi cre- 
dette capace di assecondarlo. 

Comunque egli sia, Ella troverà sem- 
pre in questo breve lavoro l' impronta 
d'un vivo interessamento per l'arma nella 
quale venni educato, e il desiderio vivo 
d'un uomo che accettò come preziosa l'oc- 
casione per dare un pegno di riconoscenza 
a colui che con tanto cuore cercò sempre 
educarlo ai più nobili e sodi principii 
militari. 

Come tale, io mi permetto adunque di 
offrirle questa Memoria, e come tale io 
La prego, Illustre Colonnello, di accet- 
tarla in omaggio di quella profonda stima 
che avrò sempre l'alto onore di profes- 
sarle. 



Settimo Del Frate 



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PER 



MANEGGIO E SCHERMA 

DELLA. SCIABOLA 



PREFAZIONE 



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Fui incerto per qualche tempo di premettere qualche parola a 
questa memoria sul maneggio della Sciabola, perchè aveva timore 
di scrivere delle pagine inutili rubando il tempo al lettore. Ma po- 
scia cercando bene o male di giudicarmi col criterio di chi avrebbe 
avuto la compiacenza di prendere in mano questo lavoro, mi è 
sembrato che tacendo affatto, si sarebbero potuti fare diversi ap- 
punti, e non secondo tra questi quello di non aver accennato al- 
meno il motivo che mi decise a pubblicare questa memoria, men- 
tre in fatto di scherma esistono già abbastanza buoni trattati d' o- 
gni genere, e principalmente poi per questi tempi in cui pare, al- 
meno per taluni, che il progresso attuale abbia segnata la totale 
decadenza di questo ramo d'educazione. 

Per togliermi adunque questo dubbio, e poter dire subito che non 
volli scrivere un trattato di scherma, ma bensì una memoria sem- 
plice sul maneggio della sciabola militarmente parlando, per dire 
ancora che questo sistema pratico che io m'accinsi a spiegare teo- 
ricamente non è di mia invenzione, ma studiato sul metodo d'in- 
segnamento di altri maestri, e per aver campo di premettere qual- 



Vili 

che idea in merito ai principii su cui è basato questo sistema, come 
pure ad aver motivo di accennare diverse idee se non nuove, al- 
meno sempre taciute su questo ramo d'insegnamento, massime ap- 
plicato alle armi a cavallo, mi decisi fabbricare questo piedistallo 
che forse dissentirà nella sua architettura dalla statua che deve 
portare, ma che perù, giovami sperare, andrà immune da una cri- 
tica troppo severa, perchè vergine d'ogni pretesa. Questo lavoro 
non presenterà nel suo assieme che il desiderio d'un uomo di ren- 
dersi utile agli altri, quando non si fosse ingannato ne' suoi sludii 
e nelle sue pratiche applicazioni. 

Non scrissi e non ebbi mai idea di scrivere un trattato di scher-. 
ma. Se questa memoria è alquanto estesa, e se diverse volte pec- 
cherà di soverchie ripetizioni, egli è perchè trattandosi di un nuovo 
sistema che potrebbe servire come metodo d' insegnamento, m'era 
indispensabile il diffondermi ne' suoi principii per riescire il meno 
possibile oscuro; come pure se nell'ultima parte di questo lavoro 
si troveranno alcuni capitoli riflettenti la schei ma di sciabola pro- 
priamente detta, egli è perdio m'era necessario provare che questo 
metodo di insegnamento racchiude il duplice vantaggio d'insegnare 
a maneggiar la sciabola mililarmente parlando, non che quello di 
poter far distinti Schermitori. 

È forza confessarlo, la scherma in generale, eccezione fatla 
dalla scherma di punla in alcune Provincie Meridionali, può dirsi 
troppo trascurata presso di noi, e questa istruzione d' immenso 
vantaggio per lo sviluppo fisico, che educa lo spirito ad un nobile 
sentire, e ci fa rispettati di fronte a qualunque individuo, è 
troppo negletta, principalmente nell'armata, lo non parteggio pel 
duello, ma dirò sempre che come 1' educazione individuale va di 
pari passo col progresso delle Nazioni, così anche su certi principii, 
condannati dalla ragione e dalla legge ma consacrati dall' uso, noi 
non possiamo esser indifferenti. 

li' istruzione della scherma se è un bene per tutti, diventa poi 
una necessità per chi veste la divisa militare. La forza della Na- 
zione deve essere rappresentata in faccia a tutto il mondo nello 
sfarzo il più potente delle masse non solo, ma anche colle più scelte 
doti individuali, e in una parola dobbiamo convincer noi stessi di 



IX 

non esser secondi a nessuno, se vogliamo che aumenti la stima ed 
il rispetto pel nostro paese. 

Ma è mestieri che io passi a parlare di quanto più da vicino 
riguarda il mio assunto, cioè della necessità di migliorare nelle 
nostre Scuole Militari il metodo d'insegnamento in questo ramo 
d' istruzione. 

È un fatto incontrastabile che tutte le Scuole di Scherma nei 
diversi Istituti dell'Armata Don danno risultati corrispondenti allo 
scopo ; sono molte le cause di questi scarsi risultati, ma princi- 
palmente : 

a) La poca passione dell'Allievo, perchè poco convinto della 
necessità dello studio. 

b) I metodi d' insegnamento in generale non troppo adat- 
tati. 

e) La scarsità delle ore d'insegnamento in confronto al 
numero degli allievi. 

d) La leggera importanza data a questo ramo d'insegna- 
mento, di modo che il resultato non sta che apparente nei Quadri. 

e) La scarsità dei maestri in confronto ai bisogni, perchè 
sempre poco incoraggiati, mal retribuiti, e oserei dire non bastan- 
temente considerati, in confronto al lungo studio per diventar abili 
nell'arte loro, ed all'immensa fatica nel professarla. 

Se però questo ramo d' insegnamento merita dei miglioramenti 
per tutte le armi, questi miglioramenti sono reclamati indispensabil- 
mente per l'Arma di Cavalleria, e principalmente per l'arma di Caval- 
leria leggiera, per la quale quantunque sia sempre stata la sciabola 
l'unica arma, in cui il Cavalleggero deve riporre tutta la sua forza 
e confidenza, pur tuttavia il maneggio di quest'arma fu sempre 
neh" armata nostra considerato come troppo secondario, e come 
tale mai migliorato e sempre poco apprezzato. 

Alcuno mi potrebbe opporre che la Cavalleria leggiera Italiana 
si distinse sempre in tutte le campagne, e in ogni scontro non 
mancò al suo compito, anzi tante volte fece prove di straordina- 
rio valore. Se questa obbiezione vale per aumentare la stima di 
quest'arma speciale, non potrà certo valere per confutare il fatto 
che il nostro Cavalleggero maneggia poco bene la sciabola. Il no- 



X 

stro Cavalleggero carica a fondo, ma quando siamo al momento dì 
metter fuori di combattimento il nemico con colpi di sciabola, egli 
difficilmente vi riesce. Egli maneggia la sciabola, come se maneg- 
giasse uu bastone, e su troppi colpi, non ne dà uno mortale; la 
sciabola gli gira nella mano e beo pochi colpi egli sa vibrare col 
filo, egli non sa equilibrare, egli non sa dirigere la sciabola, e 
son ben rari i suoi colpi di punta. 

Per molto tempo, e dirò quasi fino in questi ultimi tempi il 
maneggio della sciabola fu creduto troppo facile per meritare rifles- 
sioni, studii e miglioramenti; solo da poco tempo considerando 
come quest'arma era poco micidiale tanto in guerra che ne' duelli, 
si è riflettuto sulla cattiva maniera con cui ingenerale si maneggiava. 
Questi riflessi svelarono le difficoltà per adoperarla in modo da 
farla micidiale quanto essa può essere, e da un estremo cadendo in un 
altro, si propose di abolirla facendo deiCavalleggeri altrettanti Lancieri. 

Non è mio compito il far confronto d' arma con arma, ma 
credo non andare errato nell'ammettere che se il Lanciere ha più 
imponenza e forza maggiore in massa, il Cavalleggero, padron del 
suo ferro, varrà molto di più per tutti i servizi, operazioni mili- 
tari e combattimenti in ordine sparso, in cui è tanto spesso ado- 
perato; e se pel continuo migliorameuto delle armi è naturale il 
credere ad una tattica, per cui sia necessario servirsi spesso di 
questo genere di manovra, noi allora vedremo quanto potrà valere 
un bravo Cavalleggero che, padrone e fidente nella sua sciabola, 
saprà menar colpi bene aggiustati e per filo, sempre svelto e spe- 
dito senza impaccio di lancia; e non sarà troppo l'aggiungere che 
anche pel Lanciere il buon maneggio di quest'arma sarà di grande 
vantaggio, quando, incontrata Cavalleria nemica, potrà avere il se- 
condo rango che sappia maneggiar bene la sciabola battendosi a 
corpo a corpo coll'avversario. 

A vece di trascurare quest'arma per le difficoltà che ora pre- 
senta, ragion vorrebbe che si trovasse un metodo piano e sicuro, 
per cui ogni soldato potesse essere facilmente istruito per maneg- 
giarla come si dovrebbe, e così, anche in questa parte tanto 
importante, migliorare l'arma di Cavalleria, sulla quale appunto si 
tanno presentemente studii particolari per portarla a quel punto 



che imperiosamente reclamano i bisogni del paese e il p gresso 
delle altre armate. 

Perchè il maneggio della sciabola possa essere migl ato, bi- 
sogna che sieno migliorati i preliminari di scherma, che ne devono 
essere la base fondamentale. È necessario che sia adottato un si- 
stema, per cui possa avere una pratica applicazione il principio 
tanto assennatamente preposto, come avvertenza, al Capo IV del 
nostro Regolamento Militare, che cioè : 

« Lo scopo della scherma pel soldato deve essere quello di 
» addestrare sufficientemente il soldato di Cavalleria nella scherma 
» di sciabola in modo perfettamente analogo e preparatorio alle 
» istruzioni che gli si dovranno poi dare pel maneggio della me- 
» desima arma a cavallo. » 

Ogni scuola di scherma è generalmente basata sugli stessi colpi 
e sulle stesse parate : ma ciò che presenta le differenze, ciò che 
propriamente caratterizza le diverse scuole ed i diversi sistemi, è 
il modo col quale si eseguiscono questi colpi e queste parate. 

Ogni metodo d'insegnamento può dare buoni risultati, e da 
ogni scuola ponno sortire distinti tiratori ; ma parlando particolar- 
mente della nostra scherma regolamentare, dirò che non ogni me- 
todo, non ogni scuola può fornire principii, su cui basare l'istru- 
zione pel buon maneggio della sciabola pel soldato di Cavalleria. 

Il soldato non basta che sappia tirare con la sciabola un man- 
chett o sfregiare la faccia, con la sciabola in mano il soldato bisogna 
che sappia tirare colpi così aggiustati, così forti, così decisi e per 
filo, che dove tocca, o uccida o metta fuori di combattimento. Con 
questo unico sistema potrà la sciabola diventar terribile, quanto 
essa può esserlo, e con quest'unico sistema potrà rialzarsi il morale 
del Cavalleggero che, fatto fidente in un'arma che egli sa bene ma- 
neggiare, prepotente e sicuro del suo ferro, non lo vedremo più 
nei momenti decisivi titubante se debba impugnare la sciabola o 
l'arma a fuoco. 

Ma per ottenere risultati così, bisognerebbe che l'istruzione di 
scherma nei suoi preliminari insegnasse al soldato come egli debba 
impugnare una sciabola, con quanta fermezza egli debba tenerla 
stretta nel pugno, come egli debba maneggiarla per movimento di 



XII 

avambraccio e non dì pugao, onde ogni colpo possa essere vibrato 
colla massima forza e direzione del filo ; bisognerebbe ancora che 
insegnasse a portare ed equilibrare la sciabola per poterla fermare 
laddove si vuole, e finalmente bisognerebbe che ne 1 suoi prelimi- 
nari l' istruzione di scherma avesse degli esercizi preparatori iden- 
tici alla maniera con cui si dovrà in seguito portare la sciabola 
sia nei colpi che nelle parate. 

Ma i metodi di scherma di sciabola presentemente in pratica 
nelle nostre scuole se possono essere adattati per far dei Tiratori 
da sala, non varranno mai a preparare il soldato di Cavalleria a 
maneggiare la sua sciabola come oramai si dovrebbe. In quésti 
metodi poco è curata la maniera d'impugnare la sciabola, è poco 
curata la forza e la precisione del colpo, ed infine si manca di 
quei principii e di quelli esercizi c'ie foimar devono la base fon- 
damentale pel buon maneggio di quest'arma. 

Che se alcuno volesse opporre che anche questi metodi rego- 
lamentari hanno, come quello che ora si propone, i loro esercizi 
preparatori di molinelli, allora dirò che per esser considerati come 
tali, ragion vorrebbe che insegnassero il modo d' impugnare la 
sciabola, di portarla, equilibrarla e maneggiarla colla massima 
forza e facilità, e nel loro complesso comprendere tutti i colpi che 
dovranno poi essere eseguiti nel maneggio della sciabola propria- 
mente detto. Ma le esercitazioni dei molinelli prescritti dal nostro 
regolamento non solo non hanno a che fare nella loro forma con 
nessun colpo di sciabola che si deve in seguito insegnare, ma sono 
precisamente contrari ai principii pel buon maneggio della sciabo- 
la. Questi molinelli sono fatti a braccio disteso e per movimento 
di pugno, mentre, come vedremo più avanti, i colpi di sciabola 
devono essere vibrati per movimento d'avambraccio e fermezza di 
pugno ritirando il braccio. In questi molinelli la sciabola bisogna 
per forza che si muova nella mano, mentre nei colpi di sciabola 
essa deve essere ferma nel pugno, come fosse inchiodata. In que- 
sti molinelli infine non sono eseguiti che colpi informi di montante 
o di tesla senza forza e senza alcuna direzione del filo : che se al- 
cuno poi mi obiettasse ancora che i molinelli del sistema regola- 
mentare non hanno per iscopo che di slegare il braccio e l'artico- 



XIII 

lazione del pugno, allora dirò che questo sistema manca di eser- 
cizi fondamentali. Non aggiungerò adunque di più ; solo ripeterò 
per logica conseguenza, che i principii di scherma ora insegnati 
non sono adatti allo scopo cui lo stesso regolamento militare li 
vorrebbe applicati, e che è quindi necessario trovare ed adottare 
un sistema che ragionevolmente vi corrisponda. 

Siccome però le scuole di scherma non devono avere per unico 
scopo il buon maneggio della sciabola, ma esse devono anche ten- 
dere ad ottenere in diversi individui una completa istruzione nella 
scherma di sciabola propriamente detla ; sarà adunque necessario 
trovare un sistema che ne' suoi principii possa nello stesso tempo 
rispondere al duplice scopo da questa istruzione reclamato. 

Un sistema così fatto e con tutti i pregi della più ragionata 
istruzione è il metodo di scherma dei distintissimi maestri di gin- 
nastica e scherma signori fratelli Redaelli di Milano. Questo me- 
todo già da tanti anni meritamente apprezzato a Milano e cono- 
sciuto ed apprezzato a Torino fin dal 1856, quando una brillante 
scuola di ginnastica e di scherma veniva aperta in quella città da 
una distintissima e numerosa società coll'egregio maestro sig. Giu- 
seppe Redaelli ; questo metodo, ripeto, non solo potè fare distin- 
tissimi dilettanti di scherma di sciabola, ma da qualche anno, per 
cura dell' illustre colonnello cav. Avogadro, messo in pratica nel 
Reggimento Cavalleggeri di Monferrato da lui comandato, ebbe 
a dare i più lusinghieri risultati tanto per tutti i soldati che do- 
vettero apprendere il maneggio della sciabola, militarmente par- 
lando, come per gli Allievi destinati a compiere un corso regolare 
di scherma; e mi sia qui permesso di aggiungere che appunto in 
vista agli incontrastabili progressi del Reggimento nel maneggio di 
quest'arma, il Ministero della Guerra accordava la facoltà di valersi 
per tre mesi all'anno, nel Reggimento stesso, dell'opera dell'egre- 
gio maestro sig. Giuseppe Redaelli, vantaggio che fruttò assai per 
stabilir le solide basi d'una ragionata istruzione. 

Quando adunque noi non avessimo altre ragioni che militas- 
sero in favore di questo metodo pel maneggio della sciabola, noi 
avremo sempre il fatto di luminosi risultati nella sua pratica ap- 
plicazione ; ma noi abbiamo di più, e colla scorta di alcuni prin- 



XIV 

cipii incontrastabili, non ci sarà difficile provare come anche ra- 
gionatamente il sistema da noi propugnato debba all'altro preferirsi 
sempre e principalmente se applicato per l' istruzione del soldato. 

Infatti, una sciabola impugnata dalla mano dell'uomo è posta 
in movimento dallo sforzo che dalla mano si comunica alla sciabola. 

Ma siccome il braccio dell'uomo ha tre snodature, al pugno, 
al gomito ed alla spalla, perciò la sciabola potrà muoversi girando 
attorno ad una qualsiasi di queste tre snodature, ed anche con un 
movimento combinato attorno a due od a tutte e tre le dette sno- 
dature assieme. Da ciò ne consegue che nel maneggio della scia- 
bola l'uomo che la impugna potrà a suo piacimento far variare il 
perno di rotazione fra il pugno e la spalla, variando in tal modo 
il raggio del circolo che descrive la punta della sciabola e l'am- 
piezza dell'arco 

Da queste diverse maniere di poter maneggiare la sciabola, 
ecco che noi possiamo stabilire la caratteristica de' due sistemi che 
noi poniamo in confronto. 

Il metodo ora in pratica nelle nostre scuole militari fa perno 
principale del movimento della sciabola l'articolazione del pugno, 
il nostro metodo invece fa perno principale del movimento l'arti- 
colazione dell'avambraccio. 

Ora noi dobbiamo ammettere che, la forza che dalla mano si 
comunica alla sciabola, varia col variar del perno di rotazione. 

È evidente infatti che la forza sarà minore quando si agisca 
col solo pugno o colla spalla soltanto, sarà maggiore quando si 
agisca coll'avambraccio prendendo per perno di rotazione il gomito, 
sarà massima quando, operando coll'avambraccio, si asseconda il 
movimento colla spalla. 

Ora noi sappiamo che due sono gli scopi principali a cui tende 
la scherma di sciabola, cioè : 

1° Colpire l'avversario con forza per produrre ferita grave. 
2° Portare, nel minor tempo possibile, la sciabola da una 
posizione all'altra, onde giungere alla Parata prima che la sciabola 
dell'avversario ci tocchi, o toccare l'avversario prima che egli ar- 
rivi alla parata. 

Senz'altri ragionamenti egli è troppo evidente in sé che il 



XV 

primo scopo si otterrà molto più facilmente maneggiando la scia- 
bola coli' avambraccio, ossia facendola girare attorno al gomito e 
secondando tale movimento con quello della spalla; giacché in 
questo modo la sciabola percorrendo lunghi spazi sotto l'impulso 
della forza massima, al momento dell' urto della lama contro il 
corpo dell'Avversario, la velocità sarà massima, e quindi massimo 
l'effetto dell'urto. 

Per il secondo scopo la cosa non è in sé così evidente, per- 
chè il tempo che si impiega per portar la sciabola da una ad un'al- 
tra posizione, dipende da due cause diverse: dalla lunghezza della 
strada che deve percorrere la sciabola, e dalla intensità della forza 
che la mette in movimento; bisognerebbe quindi conoscere preci- 
samente la differenza della strada e della forza motrice d'amendue 
i sistemi per aver risoluto, dirò così, con precisione matematica, 
la nostra questione. In ogni modo se il metodo che muove la scia- 
bola per movimento di pugnetto ha vantaggio sull'altro per la 
strada più corta che fa percorrere al suo ferro, il metodo invece 
che muove la sciabola per avambraccio avrà vantaggio suIT altro 
per l'intensità della forza motrice. Ma benché noi siamo persuasi 
che il colpo di sciabola dato coli' avambraccio e secondato dalla 
spalla sia non solo più potente, ma anche più pronto di quello che si 
ottiene col movimento del pugno, noi tuttavia vogliamo ammette- 
re, con ipotesi a noi svantaggiosa, che i vantaggi e svantaggi dei 
due sistemi si equilibrino fra loro; ma anche con questa supposi- 
zione credo, per quanto si disse, che non potrà restare alcun dub- 
bio per decidere quale dei due metodi possa meglio rispondere per 
una ragionata istruzione. Altri vantaggi però noi possiamo ancora 
enumerare a favore del nostro sistema, e sono che nel maneggio 
della sciabola per movimento d'avambraccio, percorrendo col nostro 
ferro spazi maggiori, noi potremo anche più facilmente disimpe- 
gnare il nostro ferro dal ferro avversario, noi potremo da una 
stessa posizione trovar la strada per colpi diversi, e nei movimenti 
di parata scegliere quella posizicne che noi stimeremo più conve- 
niente sia. per la parata stessa che pel colpo di risposta, e di qui 
la ragione per cui noi troviamo la nostra scherma di sciabola 
molto più ricca di parate e di colpi della scherma regolamentare 



XVI 

Ma avvi ancora di più : noi sappiamo che un colpo di percos- 
sane sta nel suo effetto in ragione del peso della materia che 
percuote e della velocità che per causa della forza motrice è im- 
pressa alla materia stessa. Si potrà quindi ottenere uno stesso ef- 
fetto o minore o maggiore, aumentando il peso della materia che 
percuote e diminuendo la forza motrice, oppure aumentando l'in- 
tensità della forza motrice e diminuendo il peso della materia. Ora 
applicando questo principio al maneggio della sciabola, noi po- 
tremo dedurne come facile conseguenza che nel nostro metodo 
adoperando noi, nel maneggio della sciabola una forza molto mag- 
giore dell'altro sistema, ed imprimendo quindi molto maggior ve- 
locità al nostro ferro, noi potremo con una sciabola anche molto 
più leggera ottenere lo stesso effetto, ed anche più grande mentre 
per l'altro sistema sarebbe necessario un ferro d'un peso molto 
maggiore; e di qui l'importante vantaggio che col metodo d' istruzione 
da noi proposto si potrà armare il soldato d'una sciabola molto 
più leggera di quella che sarebbe necessaria pel sistema da noi 
combattuto. 

Per quanto adunque si disse fin qui io credo non possa rima- 
nere alcun duhbio sulla scelta dei due sistemi da noi messi in 
confronto, sieno considerati essi come metodi d' istruzione per la 
scherma di sciabola propriamente della, o sieno considerati per la 
istruzione del maneggio della sciabola pel soldato di Cavalleria. 

A compimento però del principio da noi sviluppato mi è 
necessario chiarire ancora una idea, onde la teoria esposla non 
si presenti inconseguente nel pratico insegnamento. Si è detto che 
il nostro sistema fa perno principale del movimenlo della sciabola 
l'articolazione che congiunge il braccio all'avambraccio, e ben si 
intende coadiuvato dai movimenti proprii dell'articolazione della 
spalla ; parrebbe cou questo che il nostro metodo escludesse af- 
fatto pel maneggio della sciabola qualunque movimento dell'arti- 
colazione del pugno ; questo non è ; perchè se abbiamo detto che 
tutti i colpi e tutte le parate debbono essere fatte per movimento 
d'avambraccio, se abbiamo detto ancora che il pugno e l'avambrac- 
cio debbono, per quanto è possibile, considerarsi come un pezzo 
solo senza congiuntura, se questa idea può anche considerarsi as- 



XVII 

soluta pel maneggio della sciabola necessario al soldato, per il 
quale i colpi e le parate più della raffinatezza hanno sempre biso- 
gno della forza e della direzione, non potrà la stessa idea consi- 
derarsi così nella scherma di sciabola propriamente detta ; in que- 
sta anche l'articolazione del pugno potrà giovare diverse volte a 
rendere i nostri colpi più rientranti, ed a svincolare il nostro ferro 
dal ferro dell'avversario, principalmente nelle parate distinte dal 
nostro metodo coi nomi di parata di Ceduta e di Contro ; ma an- 
che in questi casi però i movimenti dell 1 articolazione del pugno 
saranno sempre secondari affatto, lasciando alla forza ed alla pro- 
prietà dell'avambraccio l'azione principale pel movimento del ferro. 

Dai principii fin qui discussi ecco che noi possiamo formarci 
l'idea come questo metodo che si propone pel maneggio della 
sciabola possa essere stato ammirato, apprezzato e messo in pra- 
tica con tanti buoni risultati. 

Ma su questo metodo d' istruzione non esistevano memorie in 
iscritto che potessero giovare alla sua applicazione per mantenerlo 
e generalizzarlo colla maggiore facilità. Era adunque necessario che 
fosse studiato non solo nella parte pratica, ma eziandio nella razio- 
nale per coordinarlo a sistema regolamentare e in modo che servisse 
ne' suoi principii tanto per l' istruzione delle masse, come per quelli 
individui che potessero essere destinati ad un corso regolare di 
scberma. 

Incaricato dal mio illustre Colonnello della compilazione di 
un tale lavoro, mi applicai con tutte le forze di cui poteva di- 
sporre per poter rispondere il meno male possibile all' onore che 
mi veniva compartito, e dopo lunghi studii pratici sotto il prelo- 
dato signor maestro Giuseppe Redaelli, dopo d'aver assistito per 
diversi anni a tutte le lezioni che egli dava nei mesi che si tro- 
vava al Reggimento, e dopo diversi appunti e memorie in propo- 
sito, e dopo d'aver potuto concretare l'idea d'un quadro generale 
di tutte le posizioni, di tutti i colpi e di tutte le parate proprie di 
questo sistema di scherma, credei trovarmi fornito d' abbastanza 
materiale per lo scopo che m'era prefisso, ed ordinai questa Memo- 
ria, ripeto, non già coli' intenzione di dare alla luce un trattato 
di scherma, ma col solo pensiero di dare una sistematica e ragio- 

Istruzioni di Scherma 2 



XVIII 

nata esposizione dei principii e delle regole che compongono que- 
sto metodo di scherma, in modo da potersene servire pel suo pra- 
tico insegnamento. 

Ho diviso questa memoria in tre parti principali. Cercai rac- 
cogliere nella prima parte tutte le nozioni preliminari, ed avver- 
tenze generali, per le quali potesse ognuno formarsi un Griterio 
preventivo di questo metodo d'insegnamento. 

Nella seconda parte cercai comprendere tutte le regole ed eser- 
cizii pratici che formano propriamente la base pel buon maneggio 
della sciabola e che può considerarsi come corso di scherma suf- 
ficiente e compito pel soldato. 

Nella terza parte cercai raccogliere tutte le lezioni che riflet- 
tono la scherma di sciabola propriamente detta con alcune osser- 
vazioni e principii riflettenti l'assalto. 

" A rendere poi più facile e preciso l'uso pratico di questo me- 
todo d'insegnamento, pensai bene d'aggiungere alcune tavole, in 
cui si potessero vedere con altrettante figure tutte le diverse posi- 
zioni descritte nelle diverse lezioni, ed inoltre un Quadro generale 
di tutti i colpi e di tutte le parate proprie di questo sistema di 
scherma, ed in apposito titolo le spiegazioni che facilitar potevano 
l'intelligenza del detto Quadro generale, la sua importanza e van- 
taggi, ed in tal maniera aiutata la mente a comprendere più facil- 
mente l' idea spiegata colle parole, aumentare in me la speranza 
d'aver lasciato pochi dubbii pel pratico insegnamento di questo 
metodo del maneggio di sciabola. 

Mi giova in fine notare che principalmente nella parte teo- 
rica di questo mio lavoro tante volte ho dovuto servirmi di ter- 
mini e di frasi, che per verità, a rigore di lingua, non sarebbero 
troppo proprii; ma tali termini e tali frasi sono ormai così volgari 
nel pratico insegnamento, che pensai meglio sacrificare la proprietà 
della lingua alla facilità d' esser meglio compreso principalmente 
nell' istruzione militare. 

E qui sia fine a queste poche pagine, che io credetti necessa- 
rio presentare al mio lettore, siccome traccia del mio breve lavoro. 
Ho la coscienza di non aver fatto bene quanto sarebbe stato ne- 
cessario, ma ho adoperato con volontà tutte le forze di cui poteva 



XIX 

disporre per riescire alla meglio; se io non avrò totalmente de- 
luse le speranze del mio lettore, se io avrò soddisfatto, almeno in 
parte, i desiderii dell'illustre Colonnello, cui mi permetto dedi- 
care questo scritto, e se nello stesso tempo avrò raggiunto lo 
scopo di lasciare una memoria utile al maneggio della sciabola pel 
soldato di Cavalleria, mi terrò abbastanza fortunato, e ricorderò 
sempre volentieri le ore che io sacrificava allo scopo di riescirvi : 
e se mi fosse lecito rubare una frase ad un illustre Ingegno Ita- 
liano, vorrei raccomandarmi alia generosità dei miei giudici e dire 
con Massimo D'Azeglio : « Pensi il lettore che anche a far male co- 
» sta fatica, e s' incontra difficoltà. » 



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PARTE PRIMA 



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NOZIONI PEELIMINAEI 



TITOLO I 

Della sciabola pel soldato di Cavalleria, e 
per «so particolare di scherma. — Nozioni 
particolari riflettenti la sciabola. 



Della Sciabola pel soldato di Cavalleria 
e per uso particolare di scherma 

Una questione che tra le prime sorgeva, do- 
vendo essere superata e definita allo scopo di pre- 
parare un materiale che nella pratica potesse rispon- 
dere ai bisogni, era quella di scegliere ed adottare 
un modello di Sciabola che, mentre presentava una 
conveniente solidità, corrispondesse eziandio nel suo 
peso alle forze dell'uomo che la dovea adoperare, e 
fatta così da poter essere impugnata colla massima 
fermezza e facilità, e nelle sue parti diverse così prò- 



2 PARTE PRIMA 

porzionata, così equilibrata che si presentasse conve- 
niente per un facile maneggio. 

Peso, impugnatura, lunghezza, equilibrio e centro 
di percossa; ecco i punti principali che dovevano di- 
rigere nello scioglimento della questione. 

Senza parlare adunque dei diversi studii ed espe- 
rienze che da qualche anno anche per ordine del 
Ministero della Guerra furono fatte nel reggimento, 
cui ho l'onore d'appartenere, onde sciogliere questo 
quesito di primissima importanza si può ritenere per 
certo che una sciabola del modello ultimamente stato 
approvato dal Ministero della Guerra colle misure an- 
notate nella tavola N° 1 può ritenersi conveniente pel 
Soldato di Cavalleria. 

Non è però per questo da credere che una scia- 
bola così fatta abbia raggiunta la perfezione perchè 
poteva essere migliorata nella guardia, e alleggerita 
neh" impugnatura con miglioramento del colpo di 
percossa, ma per alleggerire e conservare la solidità 
sarebbe stato necessario adoperare acciaio al posto 
del ferro, e quindi una spesa che non sarebbe stata 
in confronto al vantaggio. 

Per una sciabola poi che servir debba per unico 
uso di scherma è naturale che questa potrà essere 
molto più leggera in tutte le sue parti di quella de- 
stinata pel soldato e per l'esperienza di diversi anni 
si può anche per quest'arma stabilire che coll'osser- 
vanza dei pesi e delle misure segnate nella tavola 
suindicata, si potrà avere una sciabola adattata per 

1'USO Suindicato (vedi modello relativo, tav. I). 

Anche per questa mi è però necessario di ag- 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 3 

giungere che le lame devono essere della così detta 
Soliswghen e che colla guardia di acciaio a vece che 
di ferro, si otterrà un peso ed un colpo molto più 
conveniente per un facile maneggio. 

§ 2. 

Nozioni particolari riflettenti la Sciabola. 

La Sciabola si considera divisa in tre parti prin- 
cipali : Impugnatura, Guardia e Lama. 

Neil' impugnatura sarà necessario che l' istruttore 
insegni all'allievo cosa s' intenda per dorso delT im- 
pugnatura; cosa sia il Cappuccio e cosa il Bottone 
del codolo. 

Nella guardia cosa s' intende per Branche, ed a 
che cosa serva la guardia. 

Nella lama sarà necessario mostrare quali sono 
le tre parti principali in cui essa si divide, cioè : Forte, 
Centro, Debole. 

Per determinare poi con maggior precisione que- 
ste parti della lama, diremo che, considerando una 
lama della lunghezza di circa 90 centimetri, i 30 cen- 
timetri più vicini all' impugnatura stabiliranno il forte 
della lama, i 30 susseguenti il centro e gli altri 30 il 
debole della lama stessa. 

Nella lama si distingue pure il dorso, il filo e il 
falso filo. Le due prime parti sono chiare per se, di- 
remo quindi solamente che per falso filo s 1 intende 
quella parte della lama che verso la punta è affilata 
anche dalla parte del dorso. 

Nella Scherma propriamente detta poi, sarà pur 



4 PARTE PRIMA 

necessario di aggiungere che il forte si suddivide in 
forte e doppio forte, e che il deiole si suddivide in 
deiole e doppio debole. 



TITOLO II 

Necessità degli Esercizi ginnastici, e limite 
dell' istruzione di Scherma pel soldato. 

Più si avrà imparato ad equilibrare il peso del 
corpo nei diversi movimenti, più il corpo sarà pieghe- 
vole ed elastico, più le braccia saranno forti e slega- 
te ; egli è certo che noi avremo un gran vantaggio 
per progredire più facilmente nell' istruzione del ma- 
neggio della sciabola. 

Prima adunque di mettere un allievo qualunque 
alla scherma, sarà necessario che questi sia esercitato 
nei preliminari della ginnastica : piegamento del busto 
e delle gambe, anelli e salti del cordino; e continuare 
poscia questi esercizii ginnastici tutti i giorni che 
l'allievo si presenta alla scherma. 

Pel soldato di Cavalleria è già massima stabilita 
e ripetuta che T istruzione di scherma non deve es- 
sere presa nel senso di fare dei soldati altrettanti 
schermitori. 

Per scherma di sciabola pel soldato di Cavalleria 
si deve intendere quella istruzione che insegna al 
soldato ad impugnare una sciabola come va, e ma- 
neggiarla colla massima facilità, a vibrare colpi di 
punta e di taglio veloci, forti, ben diretti e per filo, 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 5 

parando pronto e preciso, ed accompagnando ogni 
movimento con elasticità di corpo e di braccia. 

A questo scopo dovrà adunque tendere questa 
istruzione applicata al soldato, pensando sempre che 
le masse devono essere istruite nel possibile a tutti, 
se si vogliono avere reali e vantaggiosi risultati. 



TITOLO III 

Della posizione di gnar«lia. — Della marcia 
«li scherma, — * Delle Parate e dei Molinelli 
in. generale. 

§1- 

Della Posizione di Guardia. 

Per la posizione di guardia concernente il corpo, 
ogni scuola, ogni sistema, ogni maestro ha scelto la 
medesima posizione. 

Nella posizione di guardia cosa si è cercato ? — 
Non si è cercato altro che di mettere il tiratore in 
una posizione tale di equilibrio fra le gambe e peso 
del corpo, così che egli potesse colla maggior facilità 
fare ogni movimento di busto avanti e indietro, a 
destra e sinistra senza esquilibrarsi. 

Per la guardia riflettente la sciabola, diremo che 
sarà da preferirsi quella guardia che, mentre para di 
più, sarà più ricca di colpi. In generale per l' istru- 
zione si adopera la guardia di III a e IV a ; vedremo poi 



6 PARTE PRIMA 

- 

più avanti qual guardia sarà da preferirsi, quando si 
passerà agli esercizii preparatori per l'assalto. 

§ 2- 

Delle Marcie di Scherma. 

Siccome nell'assalto è necessario che il tiratore 
acquisti terreno avanti e indietro, era pur necessario 
stabilire, come egli si dovea muovere per mantenersi 
sempre forte, ed equilibrato. 

Per marcia adunque nel linguaggio di scherma 
s' intende quel passo avanti o indietro che fa il tira- 
tore per acquistare terreno nell' uno o nelF altro 
senso. 

Nella marcia indietro noi troveremo il passo dop- 
pio indietro e il salto indietro; questi movimenti sono 
destinati ad acquistare terreno indietro colla maggior 
prontezza, mantenendosi in equilibrio. 

Alla fine d'ogni marcia si aggiunge una o due 
battute del piede che resta avanti per agevolare il 
Tiratore a rimettersi nel giusto equilibrio, potendo 
egli con questo movimento portare la sua gamba o 
più a destra o più a sinistra, o più avanti o più in- 
dietro, a seconda del bisogno. Tali battute si chia- 
mano in linguaggio di scherma appelli. 

§ 3 - 
Delle Parate in generale. 

Per Parata b' intende il movimento che fa il Ti- 
ratore col suo ferro per portarlo a difendere la parte 



ISTRUZIONI Di SCHERMA 7 

del corpo che è fatta mira al colpo dell 1 avversario. 
Le Parate sono di due specie, cioè : Parata sem- 
plice e Parata composta. Per parata semplice s'in- 
tende la parata naturale, che percorre la strada più 
breve. Per parata composta s 1 intende quella che per- 
corre una strada più lunga e studiata. 

Parate semplici sono le parate di l a , 2 a , 3 a , 4% 
5% 6 a , 7 a ; 3 a e 4 a bassa — che sono quelle che si 
compongono di un movimento solo, e che sono le più 
pronte. 

La Parate composte, che così si chiamano, perchè 
per eseguirle bisogna passare per due movimenti, 
sono tutte le parate di ceduta e di contro, che a suo 
luogo saranno spiegate. Intanto rileviamo come prin- 
cipii direttivi delle parate in generale le seguenti 
norme : 

« 1° La Parata dovrà essere piuttosto stretta 
» e poco distante dalla parte del corpo che deve 
» parare. 

» 2° La Parata sarà sempre fatta col doppio 
» forte della lama. 

» 3° In ogni Parata la punta della sciabola do- 
» vrà trovarsi più avanti dell 1 impugnatura. 

» 4° Ogni parata dovrà essere accompagnata 
» da una stretta di pugno, perchè possa presentare 
» maggiore resistenza. 

» 5° Tra le diverse parate sarà sempre da pre- 
» ferirsi quella che è più ricca di risposte. » 



8 PARTE PRIMA 

§ 4 
Dei Molinelli in generale. 

Per Molinello s' intende il movimento di rotazione 
che fa la sciabola, mentre vibra un colpo. 

Il Molinello d'esercizio adunque non è altro, se 
non che il movimento di rotazione alquanto esagerato 
che si deve far fare alla sciabola nel vibrare un colpo 
qualunque, e si fa appunto esagerato così, perchè rie- 
scano in seguito più facili i colpi tirati con molinello 
regolare. 

Scopo del molinello è di slegare il braccio, ren- 
dere elastico il corpo, imparare a tenere ferma la 
sciabola in mano e saperla equilibrare per dirigere i 
colpi col filo della lama con precisione e velocità. 

I molinelli sono : di lesta, di figura, di montante, 
secondo che la rotazione della sciabola è dall'alto al 
basso o viceversa, oppure orizzontale. 

Una volta che l'allievo è sicuro ed eseguisce con 
precisione queste tre sorta di molinelli, egli eseguirà 
colla massima facilità tutti i colpi di sciabola, perchè 
tutti quanti non sono infine che molinelli più o meno 
stretti. 

Onde facilitare l' istruzione de' molinelli per det- 
taglio, si divise ogni molinello in tre movimenti, per- 
chè l'allievo potesse facilmente vedere la strada che 
deve percorrere la sciabola, la direzione che deve te- 
nere la lama, ed il movimento e la strada dell'avam- 
braccio in ognuno di essi. 

L' Istruttore avrà cura di fare esaminare tutto 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 9 

questo minutamente dal suo allievo per facilitarne la 
giusta esecuzione. 

I movimenti poi ad uno alla volta si riuniscono 
finché il molinello è fatto per intero in un tempo solo. 

Quando si riuniscono i diversi tempi, l'allievo per 
le prime volte perde la velocità, perchè marca, senza 
accorgersene, un arresto laddove era abituato fermarsi 
quando lavorava in movimenti staccati ; l' Istruttore 
cercherà di far scomparire a poco a poco questo di- 
fetto, facendo ben comprendere al suo allievo che la 
sciabola dal 'primo momento che e mossa 'pel molinello 
deve sempre aumentare di velocità fino a molinello 
compiuto. 

Nel molinello ogni movimento della sciabola do- 
vrà essere accompagnato dal relativo movimento del 
corpo. Si ritira il corpo col ritirarsi della sciabola, si 
avanza il corpo coll'avanzarsi della sciabola. 

L'avanzare ed il ritirare il corpo assecondando il 
movimento del ferro, serve a fare acquistare elasticità 
al Tiratore ; serve ad allungare, dirigere e fermare il 
colpo vibrato, e giova immensamente per portarsi in 
guardia, ed anche fuori misura dal colpo dell'avver- 
sario. 

Mi giova qui di notare che per i colpi che deve 
eseguire il soldato nel pratico maneggio della scia- 
bola a cavallo, gli esercizi dei molinelli di montante 
non troverebbero in realtà la loro pratica applicazio- 
ne, perchè per il soldato bastano tre sorta di colpi 
dall'alto al basso, orizzontali e di punta, ma l'eserci- 
zio di questo genere di molinelli ha in sé una ginna- 
stica così vantaggiosa sia per il braccio che per tutto 



10 PARTE PRIMA 

il corpo, e per l'esatta esecuzione esige tanta atten- 
zione nel giusto modo di impugnare la sciabola, che 
assolutamente non ponno essere trascurati. 



TITOLO IV 

IPrincipii e norme generali. 

Quantunque tutti i principii e regole generali 
relative a questo sistema di scherma si trovino ripe- 
tute nel corso della presente istruzione, laddove l'op- 
portunità meglio lo richiedeva, pur tuttavia non cre- 
dei superfluo farne scopo di un articolo speciale, e 
preventivamente presentarli, se non tutti, almeno in 
parte, a colpo d'occhio riuniti e convenientemente 
ordinati. 

1. La forza, la velocità e la direzione del colpo sono 
i requisiti principali per il buon maneggio della scia- 
bola. 

2. La sciabola va adattata nel peso alla forza del- 
l'uomo che deve maneggiarla. 

3. La sciabola deve essere sempre impugnata a 
piena mano e ferma così, che mai l'impugnatura 
possa girare nel palmo né per un colpo tirato, né 
per una parata. 

4. La sciabola dev'essere sempre maneggiata per 
movimento d'avambraccio e non di pugno. 

5. La base fondamentale indispensabile pel buon 
maneggio della sciabola sono gli esercizi dei diversi 
molinelli. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 11 

6. Chi maneggia una sciabola bisogna che si senta 
così padrone del suo ferro da saperlo fermare laddove 
eg'li vuole, cosicché mai né il peso, ne la velocità 
della sciabola in movimento vinca la volontà di chi 
la maneggia. 

7. Nella scherma si distinguono tre posizioni: 
a) Posizione d'attacco o di guardia; 

~b) Posizione di parata; 

e) Posizione di parata per un colpo qualunque 
tirato. 

8. Le posizioni normali d' attacco sono quelle di 
111% IV a e IP. 

9. Le posizioni di parata sono nove, e sono di I a , 
II a , III a , IV a , V a , VI a , VII a , III a e IV a bassa. 

10. Le posizioni di spaccata sono tante quanti sono 
i colpi diversi di sciabola. 

11. I colpi principali sono di testa, di figura, di 
-fianco e di punta. 

12. I colpi si distinguono in interni ed esterni. 

13. Sono esterni quelli dati ali 1 avversario dalla 
parte dove tiene impugnata la sciabola ; interni quelli 
tirati dalla parte opposta. 

14. Ogni posizione, sia d'attacco o di parata ha i 
suoi colpi determinati. 

15. Le parate si distinguono in semplici e composte. 

16. Ogni colpo può generalmente essere parato con 
due diverse parate, una semplice e l'altra composta, 
o di Ceduta o di Contro. 

17. La parata più pronta sarà la parata semplice. 

18. La parata composta si adopera allorquando il Ti- 
ratore vuol portarsi in una data posizione per un 



12 PARTE PRIMA 

colpo di risposta premeditato, alla quale non potrà 
portarsi con una parata semplice. 

19. Ogni colpo va sempre toccato e parato col 
filo della lama. 

20. I colpi vanno toccati colla parte debole della 
lama, e le parate vanno fatte col forte. 

21. Le parate vanno fatte strette, cioè vicine alla 
parte del corpo che si vuol parare, i colpi vanno ti- 
rati della maggior possibile lunghezza. 

22. Ogni colpo ed ogni parata va sempre accom- 
pagnato da analogo avanzarsi e ritirarsi del corpo. 

23. I colpi sono fatti o di Molinello o di Coupé ; sì 
nell'uno che nell'altro caso la sciabola va portata per 
movimento d'avambraccio e non di pugno. 

24. La punta della sciabola deve sempre arrivare 
nella direzione del colpo un istante prima del pugno. 

25. In ogni colpo il pugno deve sempre trovarsi 
circa all'altezza del mento di chi l'ha vibrato. 

26. Nei colpi di punta e in tutti i colpi oriz- 
zontali, la punta della sciabola deve trovarsi sulla 
stessa linea del pugno e della spalla. 

27. Tra i diversi colpi il più micidiale e che più 
fortemente impressiona l'avversario, è il colpo di punta. 

28. La velocità e la direzione del colpo stanno 
in relazione alla intensità della forza ed alla maggior 
fermezza della sciabola nella mano. 

29. Studiare l' intenzione del nostro avversario e 
ingannarlo sulla nostra, è prima regola nell'assalto. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 13 

TITOLO V 

Avvertenze per il pratico insegnamento. 

Per quanto si è detto e ripetuto fin qui, ognuno 
avrà già compreso che V Istruttore nella pratica appli- 
cazione del nostro metodo dovrà ritenere come basi 
fondamentali dell'istruzione il modo (T impugnare, muo- 
vere, dirigere e fermare la sciatola. 

Dovrà egli quindi curare ed esigere sempre, ma 
principalmente nelle prime lezioni, la stretta osservanza 
delle regole seguenti : 

a) La sciabola sia sempre impugnata così che 
T impugnatura si trovi incassata nel palmo della ma- 
no, sempre serrata dalle prime quattro dita, col pol- 
lce disteso per tutta la sua lunghezza sul dorso del- 
l' impugnatura, e coll'estremità del cappuccio che sor- 
tendo alquanto dal grassello del dito mignolo, serva 
come punto d'appoggio secondario quando si vibra un 
colpo. 

I) Che in tutti i movimenti che fa il braccio 
per muovere la sciabola, il pugno, per quanto è pos- 
sibile, non faccia mai angolo coli' avambraccio per 
modo che tanto l'uno che l'altro agiscano simultanea- 
mente colle loro forze riunite, quasi fossero un pezzo 
solo senza congiuntura. 

e) Che ogni colpo ed ogni parata sieno ese- 
guite colla giusta direzione del filo. 

d) Che in ogni movimento la sciabola sia fer- 

Istruzioui di Scherma 3 



14 PARTE PRIMA 

mata, con un arresto marcato, laddove si vuole, senza 
che il peso e la velocità del ferro vincano la volontà 
di chi l'ha mosso. 



TITOLO VI 

Del Quadro generale pei diversi esercizi. 

Due sono gli scopi principali di questo quadro ge- 
nerale : il primo di presentare a colpo d'occhio tutti 
i colpi e tutte le parate che sono proprie di questo 
sistema di scherma; il secondo di dare quasi un pron- 
tuario per le combinazioni di qualunque esercizio cor- 
rispondente alle diverse lezioni. Ma per intendere con 
maggior facilità il meccanismo di questo quadro, è 
necessario che io spieghi su quali basi fu stabilito. 

È un fatto che il Tiratore, sia per posizione di 
guardia che per posizione di parata, non potrà tro- 
varsi che in nove posizioni, cioè : di P, IP, IIP, IV a , 
V a , VP, IIP e IV a bassa. 

È un fatto che da ognuna di queste posizioni egli 
potrà tirare diversi colpi determinati, e che ogni colpo 
potrà essere difeso con determinate parate. 

Se io adunque da ognuna delle suddette posizioni 
farò tirare tutti i colpi che sono propri di queste date 
posizioni, e se di contro a questi colpi io metterò tutte 
le diverse parate corrispondenti, egli è certo che io 
avrò a colpo d'occhio un quadro, dove saranno riu- 
niti tutti i colpi e tutte le parate possibili in questo 
sistema di scherma. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 15 

Per presentare questo quadro colla maggior pos- 
sibile chiarezza, si sono adunque immaginati due ti- 
ratori in determinate azioni. 

I Tiratori si distinsero coi nomi di Allievo e 
Maestro. 

II quadro si divise in quattro caselle coi nume- 
ri 1, 2, 3, 4. 

Le caselle 1 e 4 rappresentano l'azione dell'Allievo. 

Le caselle 2 e 3 rappresentano l'azione del Maestro. 

Nella casella n° 1 si trova l'Allievo che dalla po- 
sizione di guardia di IIP e di IV a tira diversi colpi 
in modo che il Maestro passi in tutte le nove posi- 
zioni sovraccennate. 

Nelle caselle 2 e 3 il Maestro che da tutte que- 
ste nove posizioni tira tutti i colpi propri per ognuna 
di esse. 

Nella casella n° 4 l'Allievo che para tutti questi 
colpi con tutte le diverse parate che sono proprie alla 
posizione che egli aveva dopo il colpo tirato dalla 
posizione che teneva nella casella n° 1. 

Per lo scopo principale cui questo quadro è de- 
stinato, si poteva anche risparmiare la l a casella, e 
cominciarlo subito con quella in cui si trova il Tira- 
tore nelle nove posizioni diverse ; ma si credette bene 
aggiungere anche la casella n° 1 onde completare 
meglio tutte le diverse azioni. 

Oltre ai vantaggi già accennati, lo studio di 
questo quadro servirà pel giovane allievo, pervenuto 
ad un certo punto d' istruzione, a chiarire e concre- 
tare nella sua mente le idee che avesse ancora con- 
fuse ; servirà a levarlo da quella incertezza in cui si 



16 PARTE PRIMA 

resta naturalmente nei primi tempi sui diversi colpi 
e sulle diverse parate proprie per ogni posizione, ed a 
fargli conoscere con maggior facilità i colpi e le pa- 
rate più o meno vantaggiose: varrà a metterlo in 
grado di esercitarsi anche da solo in molteplici azioni 
che gli torneranno poi di gTandissimo vantaggio nella 
pratica applicazione, e finalmente servirà sempre que- 
sto quadro siccome alfabeto pronto e sicuro per la 
combinazione di qualunque componimento di scherma 
e per definire qualunque dubbio che potesse insorgere 
sulla possibilità o meno dei diversi colpi e delle di- 
verse parate. (Vedi Quadro generale). 



<Je ^)@§ 



PARTE SECONDA 



COMPLESSO 
DEGLI ESERCIZI PRELIMINARI 

PEL MANEGGIO 

DELLA SCIABOLA 



TITOLO I 

"Posizione di guardia. — Appelli. — Marcia 
avanti e indietro, e passo doppio indietro. 
— Parata di III a , IV 5 , "V a , Vl a di pie fermo 
e marciando. — Finta puntata. — ^Dritti in 
guardia e Saluto. 

Posizione di Guardia. 

Le posizioni di guardia che si adoprano nel corso 
dell' Istruzione per l'esecuzione dei diversi esercizi sono 
la guardia di III a e la guardia di IV a . (vedi Fig. 6 e 7). 

Al comando Guarda-voì, l'Allievo dalla posizione 
di riposo prenderà la posizione del soldato a piedi 
colla sciabola alla mano, cioè la posizione di spali- 

SCiaì}. (vedi Fig. num. 2). 

Dalla posizione di guarda-voi, il Maestro farà 



18 PARTE SECONDA 

prendere la posizione di Guardia, facendo fare innanzi 
tutto all'Allievo un quarto di sinistra col comando : 

'per fianco sinistro-sinistr, quindi 

presentat-sciaì) (vedi Pig. num. 3), 
portando la sciabola coli 1 impugnatura all'altezza e a 
quattro dita circa di distanza dal mento colla lama per- 
pendicolare, taglio a sinistra. 

Da questa posizione poi per far prendere la po- 
sizione di guardia in terza, in tre movimenti, l' Istrut- 
tore invece di comandare — in-guardia, — preverrà 
solamente l'Allievo, che vuol far prendere tal posizio- 
ne, quindi comanderà : 

Uno — e l'Allievo porterà la mano sinistra die- 
tro la cintura a pugno chiuso; 

Bue — e l'Allievo porterà la sciabola in dire- 
zione della spalla destra con l' impugnatura all'altezza 
della medesima, la punta in direzione alla testa del- 
l'avversario, il filo naturalmente a destra, e il braccio 
destro leggermente piegato; 

Tre — e l'Allievo si spaccherà portando il piede 
destro avanti due piedi dal sinistro, colle ginocchia 
piegate, col tallone destro in direzione del tallone si- 
nistro, coi piedi perpendicolari 1' uno all'altro, il peso 
del corpo ben ripartito su tutte due le gambe ed il 
ginocchio sulla direzione della punta de' piedi, (vedi 

Fig. num. 6j. 

Quando l'Allievo saprà prendere questa posizione 
divisa in tre movimenti, la si farà eseguire in due, e 
l' Istruttore comanderà : 

In-guardia. — Allora l'Allievo al comando in 
eseguirà il primo movimento, al comando — guardia 



Istruzioni di scherma 19 

— eseguirà il secondo ed il terzo nel medesimo tempo. 

Si metterà infine l'Allievo nella posizione di guar- 
dia in un tempo solo, collo stesso comando : in-guardia. 

In questo caso la parola — in — servirà come co- 
mando di prevenzione, — guardia — come comando di 
esecuzione. 

Per mettere poi l'Allievo nella posizione della 
guardia di 4 a , l' Istruttore dopo aver messo l'Allievo 
nella guardia dì 3 a , comanderà: 

Quarta. — A questo comando l'Allievo eseguirà 
il movimento, come è spiegato più avanti al § 4. (vedi 

Fig. num. 7j. 

§ % 

Appelli. 

Per eseguire uno o due appelli si batte il piede 
destro a terra una o due volte come sarà comandato, 
avendo cura per le prime volte di fare alzare bene il 
piede piegando il ginocchio per imparare a equilibrarsi 
con facilità sulla gamba sinistra. 

§ 3. 

Marcia. 

La marcia avanti si eseguisce col comando — un 
passo-avanti. — 

La marcia indietro si eseguisce col comando — 
un passo-indielro. — 

In tutti e due i comandi le parole — un passo — 
servono di comando di prevenzione, e le parole — 
avanti e indietro — di comando di esecuzione. 



20 PARTE SECONDA 

Il passo avanti e indietro consta di un sol mo- 
vimento. 

Per il passo avanti — si porta innanzi il piede 
destro, mentre il sinistro lo seguita conservando sem- 
pre la stessa posizione e la stessa distanza dall'uno 
all'altro piede contando — uno — quando il sinistro 
posa a terra. 

Per il passo indietro — si porta indietro il piede 
sinistro, ed il destro lo seguita contando — uno- — 
quando il destro viene a terra. 

Tanto per il passo avanti come per il passo in- 
dietro si dovrà acquistare terreno nell'uno o nell'altro 
senso per lo spazio di due piedi. 

In questi passi i due piedi devono seguitarsi quasi 
istantaneamente e con leggerezza. 

Per fare eseguire il passo doppio indietro si co- 
manda : — un passo doppio-indietro. 

Sono due movimenti. 

Per eseguire il primo movimento il piede destro 
si porta due piedi dietro il sinistro senza incrociarsi 
con quello, e pel secondo movimento si porta il sini- 
stro altri due piedi dietro il destro nella posizione di 
guardia, di modo che con questi due movimenti si 
acquisterà terreno indietro per quattro piedi. Compiuto 
il passo doppio, l'Allievo da sé senz'altro avvertimento 
farà due appelli. 

Per regola generai in tutte le marcie si osser- 
verà di scomporsi il meno possibile dalla posizione in 
cui si trovava. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 2Ì 

§4. 

Delle Parate di III a , IV a , V a , VP 

DI PIE FERMO E MARCIANDO 

La parata di III a serve a parare la figura esterna 
» IV a » la figura interna 

» V a » la testa, tenendo 

il pugno a destra. 

La parata di VI a serve a parare la testa col pu- 
gno a sinistra. 

La parata di III a non è altro che la posizione di 
guardia in terza col braccio più piegato e col pugno 
e la lama un momento più in fuori. 

Dalla parata di III a si passa alla IV a girando il 
pugno a sinistra, e portando la sciabola in linea della 
spalla sinistra, ed il filo pure naturalmente a sinistra 
col pugno all'altezza della spalla come nella posizione 
di guardia in IV a col braccio più piegato, col pugno 
e la lama un momento più a sinistra. 

È qui necessario d' avvertire che tutte le volte 
che si dice girare il pugno a destra o sinistra s 1 in- 
tende che il movimento è fatto per rotazione dell'a- 
vambraccio. 

Dalla parata di IV a si passa alla V a portando il 
pugno a destra e innanzi all'altezza e un palmo circa 
distante dalla testa, la punta della sciabola in dire- 
zione della spalla sinistra un palmo circa più avanti 
dell' impugnatura col taglio rivolto in alto (Vedi Pig. n. 9). 

Dalla parata di V a si passa alla VI a portando il 
pugno da destra a sinistra a un palmo circa innanzi 



22 PARTE SECONDA 

e distante dalla testa, la punta della sciabola nella 
direzione della spalla destra col taglio rivolto in alto, 
e la punta della sciabola un palmo circa più avanti 
dell 1 impugnatura (Vea» Mg. num. io). 

Per fare eseguire di seguito tutte queste parate 
T Istruttore ne avverte l'Allievo, e quindi comanderà 
— terza, quarta, quinta, sesta. — 

Si esigerà molta precisione neh" esecuzione, per- 
chè l'Allievo prenda l'abitudine di trovar subito il po- 
sto della precisa parata. 

Dopo aver fatto queste parate di pie fermo, l 1 1- 
struttore le farà fare marciando. Allora avvertirà sem- 
plicemente l'Allievo intorno alle parate che dovrà ese- 
guire marciando, e quindi, a modo d'esempio, darà il 
comando : 

Un passo-avanti e IV a , V a , ec. 

Un passo-indietro e V a , VT, ec. 

A questo comando l'Allievo farà un passo avanti 
correndo alla parata indicata nel mentre che sta per 
posare a terra il piede sinistro, così nel passo indietro 
e nel passo doppio indietro, allorquando sta per po- 
sare il piede destro. 

§ 5. 

Finta Puntata. 

L'Allievo essendo in terza, l' Istruttore comanderà : 

Finta-puntata (Vedi Pig. num. n). 

A questo comando l'Allievo, piegando alquanto il 
ginocchio destro, e stendendo bene il sinistro, porterà 
il corpo innanzi facendone gravitare tutto il peso sulla 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 23 

pianta del piede destro. Nel tempo stesso stenderà 
bene il braccio destro in modo che la sciabola sia 
orizzontale col filo a destra, e formi col braccio e con 
la spalla una linea sola. 

§ 6 - 
Dritti in guardia 

Da ogni posizione di guardia o di parata, e dalla 
posizione di finta-puntata per venire dritti in guardia 
T Istruttore comanderà : 

Dritti in guardia — Allora 1' Allievo, portando il 
pie destro nel concavo del sinistro, e la sciabola per- 
pendicolare coli' impugnatura ali 1 altezza del mento e 
il filo a sinistra, prenderà la posizione di presentat- 

SCidb (Vedi Fig. num. 3). 

§ 8. 
Saluto. 

Dalla posizione di dritti in guardia per eseguire 
il saluto, T Istruttore comanderà : 

Saluto — A questo comando la mano sinistra va 
in rango, mentre la destra alzandosi prima quasi al- 
l'altezza della fronte, abbassa vivamente la. sciabola 
in modo che la punta sia a quattro dita da terra, in 
direzione della punta del piede destro, l' impugnatura 
contro la coscia destra, il filo a sinistra, e il pollice 
vada a situarsi sul fianco sinistro dell'impugnatura 

(Vedi Fig. num. 4). 

Dalla posizione di saluto V Istruttore chiama an- 



!24 PARTE SECONDA 

cora l'Allievo alla posizione di spatt-sciab, cercando 
che passi per la posizione di prescntat-scìab, dalla 
quale stendendo il braccio destro, senza lasciar cadere 
indietro la lama, porterà la sciabola alla spai' a rimet- 
tendosi contemporaneamente in fronte per mezzo di 
un quarto di sinistra. 



TITOLO 11 

Del Molinello di testa a sinistra e destra in 
tre movimenti. — Gli stessi molinelli in «ine 
movimenti e in nn movimento solo. — Delle 
Parate di Illa e iVa bassa, e di Ila -, Delle 
Parate di la e di "Vlla — Del passaggio da 
lina parata all'altra. — Del salto indietro. 

il. 

Del Molinello di testa a sinistra e destra 
in tre movimenti. 

Dalla posizione di guardia in terza per princi- 
piare i Molinelli, l' Istruttore metterà l'Allievo nella 
posizione di finta-puntata, perchè è la più facile, la 
più naturale e la più ragionata per l'esecuzione di 
ogni molinello. 

Quindi l' Istruttore avvertirà che si devono ese- 
guire i molinelli di testa divisi in tre movimenti, e. 
che ogni movimento sarà indicato collimo, due, tre. 

Pel molinello di testa a sinistra trovandosi, come 
si disse, l'Allievo alla posizione di finta-puntata, al 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 25 

comando — uno — con un giro di pugno a destra si 

VOlge il filo in alto (Vedi Fig. rmm. 18). 

Due — si lascia cadere perpendicolarmente la punta 
della sciatola alzando il pugno e portandolo a sini- 
stra a un palmo circa innanzi della testa ed all'al- 
tezza della medesima col filo della sciabola rivolto a 
sinistra, cosicché lo sguardo passi fra la sciabola e 
l'avambraccio ; nello stesso tempo si porta tutto il 
peso del corpo sulla gamba sinistra piegando il ginoc- 
chio sinistro e distendendo il destro (Tedi Fig. num. 19). 

Tre — si porta pugno e corpo ancor più indietro 
e quindi stendendo nuovamente il ginocchio sinistro 
e riportando tutto il peso del corpo sulla gamba de- 
stra si vibra un colpo di testa procurando che la scia- 
bola descriva un arco di cerchio dall'alto in basso ac- 
compagnando col movimento del corpo l'avanzarsi del 
ferro. Il braccio destro resta teso in modo che il pu- 
g*no venga all'altezza del mento, la sciabola quasi 
orizzontale con la punta quattro dita più alta del pu- 
gno medesimo, il filo verso terra (Tedi Fig. num. 20). 

Pel Molinello dì testa a destra dalla posizione di 
Jìnta-puntata al comando — uno — con un giro di pu- 
gno si volge il filo della sciabola a sinistra (Tedi Fig. 

num. 21). 

Due — Si lascia cadere perpendicolarmente la punta 
della sciabola verso terra alzando il pugno, portandolo 
un poco più alto della testa, e a quattro dita distante 
dalla tempia destra in modo che la sciabola venga a 
trovarsi dietro la spalla destra col filo rivolto a de- 
stra, e la punta distante il meno possibile dal corpo, 
lo sguardo fra l'avambraccio e la sciabola in pari 



26 PARTE SECONDA 

tempo, come nell 1 anzidetto movimento il peso del corpo 
vuoisi trasportare sulla gamba sinistra (Vedi Fig. num. 22). 

È necessario osservare che in questo movimento 
l'Allievo, quando ritira la sciabola, tende ad abbas- 
sare il pugno, mentre, come già si disse, è assoluta- 
mente necessario che lo alzi subito che comincia il 
movimento, per facilitarne l'esecuzione e la precisione. 

Tre — Si porta, per quanto è possibile, pugno e 
corpo ancora più indietro, e quindi stendendo la gamba 
sinistra e riportando tutto il peso del corpo sulla gamba 
destra, si accompagna l'avanzarsi del ferro col movi- 
mento del corpo, e facendo descrivere un arco di cer- 
chio alla sciabola, si vibra un colpo di testa restando 
col braccio teso, come nella posizione descritta nel 
molinello a sinistra. 

Giova ripetere che nei molinelli tutti, tanto a 
destra quanto a sinistra, si osserverà sempre di tra- 
sportare, com' è prescritto, da una ad un'altra gamba 
il peso del corpo, accompagnando il movimento del 
ferro : si curerà sempre che la punta della sciabola 
nel secondo movimento s'abbassi nella direzione in 
cui trovasi alla finta puntata, e che successivamente 
descriva un cerchio che rada, per quanto la confor- 
mazione dell'uomo lo permetterà, il corpo di colui che 
eseguisce il molinello. Tutte lo volte poi che si ese- 
guisce il terzo movimento, si ricorderà sempre di al- 
iare, portare indietro e stringere il pugno destro, per 
aumentare sempre più la velocità della sciabola. 

Per facilitare poi tutti i molinelli di destra si av- 
vertirà l'Allievo che troverà un gran giovamento nel 
piegare le reni nell'atto che porta indietro il ferro. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 27 

§ 2. 

Dei Molinelli di testa in due, 
e in un movimento solo. 

Allorquando l'Allievo avrà acquistata sufficiente 
abilità nei molinelli di testa in tre movimenti, sarà 
istruito nell'esecuzione degli stessi molinelli in due 
movimenti, e quindi in un tempo e movimento solo ; 
ma in ambo i casi l' Istruttore deve avere occhio af- 
finchè l'Allievo passi con precisione per ogni movi- 
mento non trascurando quanto fu detto antecedente- 
mente. 

Per i molinelli di testa in due movimenti, dopo 
che l'Allievo sarà già messo nella posizione di finta- 
puntata, i comandi sono : 

Per i molinelli di testa a destra (o sinistra) in 
due movimenti : 

Uno-due — Al comando uno si eseguisce il primo 
movimento, cioè quello che serve a voltare il filo 
della sciabola o in alto o a sinistra ; al comando due 
si eseguiscono simultaneamente il 2° e 3° movimento. 

Per i molinelli di testa in un tempo solo, si tra- 
lasciano le diverse fermate riunendo ed eseguendo i 
tre movimenti in un tempo solo, e quindi all'Allievo 
che già si trovava nella posizione di finta puntata si 
comanderà : 

Per molinelli di testa in un tempo solo : 

Uno-Due — Al comando uno si eseguirà il moli- 
nello di testa da sinistra ; al comando due si ese- 
guirà il molinello di testa da destra. 



28 PARTE SECONDA 

Sarà bene che 1' Allievo venga richiamato nelle 
lezioni comprese sì nel primo che nel secondo para- 
grafo, onde possa facilmente perfezionarsi nella ese- 
cuzione di questi principi fondamentali. 

Dopo questi molinelli, per i quali l'Allievo avrà 
già cominciato a sentirsi il ferro fermo in mano ed 
abbastanza equilibrato, si passerà ad insegnare le pa- 
rate di Ill a bassa, lV a bassa, ll a , I a e VII a , delle quali 
le due prime hanno per iscopo di parare il fianco 
esterno, le altre due il fianco e figura interna, e l'ul- 
tima la figura esterna. 

§ 3 - 
Delle Parate di III a , IV a bassa e di II a 

Per l'esecuzione delle parate di III a e IV a bassa 
e di II a , si metterà l'Allievo nella parata di VP, sic- 
come quella posizione da cui più naturalmente e fa- 
cilmente si passa a queste diverse parate, e quindi 
al comando : 

Terza-bassa — Si porterà il piede destro un buon 
passo dietro al sinistro col tallone sollevato da terra, 
le due ginocchia piegate, il peso del corpo sulla 
gamba sinistra, la sciabola con l' impugnatura in di- 
rezione del fianco sinistro un palmo circa distante, e 
alla stessa altezza, la punta rivolta in fuori, il filo ri- 
volto a terra, il gomito appoggiato al fianco, la scia- 
bola, in una parola, sta quasi trasversale al corpo. 

(Vedi Fig. num. 13). 

Per la parata di II a si farà riprendere la posi- 
zione di VT, e quindi al comando : 

Seconda — Si alzerà alquanto il pugno per au- 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 29 

mentare la spinta, e nello stesso tempo spingendo 
in dietro la punta della sciabola, e facendo descrivere 
alla lama, col filo rivolto a terra, un arco di circolo 
radente il corpo, si porterà il pugno da sinistra a 
destra nella seguente posizione : 

Il pugno un palmo sulla destra e avanti del 
fianco destro all' altezza della mammella destra, il 
braccio semiteso col gomito quasi all'altezza della mam- 
mella, e per modo che l'avambraccio formi colla scia- 
bola quasi una linea retta, il filo della sciabola a de- 
stra, la punta inclinata verso terra ed all'altezza del 
ginocchio e nella direzione della punta del piede destro 

(Vedi Fig. num. 12). 

L'esecuzione di questa parata dovrà assoluta- 
mente esser fatta per movimento d'avambraccio senza 
menomamente piegare l'articolazione del pugno, e 
così dovrà pure trovarsi a movimento compiuto. Que- 
sta parata è difficile, e generalmente 1' Allievo tende 
ad eseguirla per movimento di pugno, il che lo porta 
ad una posizione storpia, meno forte e difficoltosa pei 
movimenti successivi. 

Dalla posizione di II a si rimetterà l'Allievo nella 
parata di VI a distendendo il braccio e girando sul 
posto il filo da destra a sinistra, alzando poscia il 
pugno nella posizione di VI\ 

Per la parata di IV a bassa si farà riprendere al- 
l'Allievo la posizione di VI a , e quindi al comando : 

Quarta-bassa — Dopo aver portato il piede de - 
stro dietro al sinistro, come fu detto per la III a bas- 
sa, si porterà la sciabola quasi trasversale avanti il 
corpo in modo che il pugno sia in direzione ed al- 

Istruzioni di Scherma 4 



30 PARTE SECONDA 

l'altezza del fianco destro distante e innanzi un palmo 
circa dal medesimo, la punta della lama all'altezza 
della testa, leggermente a sinistra, il filo verso terra 

(Vedi Fig. num. 14). 

§ 4. 
Della Parata di I a 

Per eseguire la parata di P si metterà 1' Allievo 
nella posizione di II a , e quindi al comando : 

Prima — Alzando il braccio e portando il pugno 
a sinistra all'altezza della fronte, si prenderà la posi- 
zione seguente: 

Il pugno un poco più alto della testa e un palmo 
circa distante, la punta rivolta a terra più avanti un 
palmo dal pugno, ed il filo a sinistra (y«b Fig. num. li), 

§ 5 - 
Della Parata di VIP 

Per la parata di VIP si metterà l'Allievo in IIP 
bassa, quindi al comando : 

Settima — Si porterà il piede destro nella posi- 
zione di guardia, e nel tempo stesso alzando il pu- 
gno destro si verrà a prendere la posizione consimile 
al secondo movimento del molinello di testa a destra, 
colla differenza che il pugno si fermerà a quattro dita 
circa avanti la testa, e la lama quasi parallela al fianco. 

(Vedi Fig. num. 15). 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 31 

§ 6. 

Del Passaggio da una parata all'altra. 

Per l 1 esecuzione delle diverse parate si son fatte 
prendere le posizioni più naturali e meno difficili per 
passare dall'una all'altra parata; ma non è però da 
credere che alle sovraccennate parate non si possa 
passare che dalle posizioni ora prese per esempio. 

Siccome però non da tutte le posizioni si può 
passare alle diverse parate, così, onde evitare che V I- 
struttore inavvertentemente passi dall' una all'altra 
parata senza curarsi se il movimento che comanda 
sia o no eseguibile, sarà opportuna la seguente ta- 
bella dimostrativa, come regola generale : 



Dalla Parata di I si 


potrà passare 


alle Parate di III e III bassa, V, li. 


» 


li 




» 


Ili, IV, V, VI, I. 


» 


III 




» 


Dibassa, lVeIVb.,VI, Ilei 


» 


IV 




» 


IV bassa, III e III b.,V, II. 


» 


V 




» 


DI, Dibassa, IVeIVb.,VI,D 


? » 


VI 




» 


III,DIbassa,IVeIVb.,V,II 


» 


VII 




» 


III, III bassa, IV, IV b., VI 


» 


III bassa 


» 


VI, VII, IV, IV bassa, I 


» 


IV bassa 


» 


111, 111 bassa, V, 11, 1. 



Allorquando l'Allievo sarà sufficientemente istrutto 
in queste parate di pie fermo, le si faranno eseguire 
marciando. 

§ 7 - 
Del salto indietro. 

Volendo eseguire il salto indietro dopo aver fatto 



32 PARTE SECONDA 

prendere qualunque posizione, eccettuata la III a bassa 
e IV a bassa, l 1 Istruttore comanderà : 

Un salto-indietro — Al comando di prevenzione 
un salto l'Allievo si dispone a saltare piegando il gi- 
nocchio destro e portando un poco il peso del corpo 
sul piede destro : al comando indietro spingendo con 
forza il piede destro spiccherà il salto staccando in- 
sieme i due piedi da terra, portando il piede destro 
dietro al sinistro, e questo dietro a quello con molta 
vivacità e secondo le norme che furono insegnate nel 
passo doppio indietro, colla differenza che il salto es- 
sendo molto più pronto e facendosi solamente quando 
l'Avversario incalza con vivacità, dovrassi guadagnare 
molto più terreno di quello che si acquistava col 
passo doppio. 



TITOLO IH 

Molinelli di figura a sinistra in tre movimen- 
ti. — Di fignra a destra in tre movimenti. 
— Di sinistra e destra in due movimenti ed 
in un tempo solo. 

§i- 

Del Molinello di figura a sinistra 
in tre movimenti 

Come pei Molinelli di testa, così anche per quelli 
di figura si metterà innanzi tutto l'Allievo nella po- 
sizione di finta-puntata. Quindi al comando : 



Istruzioni dì scherma 33 

Uno — Si volgerà con un giro di pugno le un- 
ghie in alto, il filo a sinistra. 

Due — Alzando per movimento d'avambraccio la 
punta della sciabola, si porterà il pugno all'altezza 
della testa con le ungine rivolte alla tempia sinistra 
e distante un palmo circa dalla medesima, la sciabola 
perpendicolare, il filo rivolto indietro, ed il peso del 
corpo sulla gamba sinistra (Vedi mg. num. 23). 

Tre — Lasciando cadere indietro la punta della 
sciabola si farà descrivere alla lama un semicerchio 
orizzontale all'altezza della spalla procurando di sten- 
dere bene il braccio destro, e di trasportare nuova- 
mente il peso del corpo sulla gamba destra in modo 
che, compiuto il movimento, l'Allievo si trovi alla per- 
fetta posizione di finta-puntata. 

§ 2. 

Del Molinello di figura a destra 

Per eseguire il molinello di figura a destra, l'Istrut- 
tore farà prendere la guardia di IV a , e quindi darà il 
comando di finta-puntata; a] qual comando l'Allievo 
stendendo il braccio destro verrà a trovarsi nella po- 
sizione di finta-puntata con le unghie in alto e il filo 
a sinistra. 

Quindi al comando: 

Uno — Si volgerà con un giro di pugno le un- 
ghie in basso, il filo a destra. 

Due — Alzando la punta per movimento d'avam- 
braccio si porterà il pugno distante un palmo circa 
dalla tempia destra all'altezza della medesima, le un- 



34 PARTE SECONDA 

ghie rivolte avanti, la lama quasi perpendicolare, il 
filo a destra, e il peso del corpo sulla gamba sinistra. 

(Vedi Fig. num. 24.) 

Tre — Lasciando cadere indietro la punta si farà 
descrivere alla lama un semicerchio orizzontale al- 
l'altezza delle spalla, procurando di stendere bene il 
braccio destro, e di riportare tutto il peso del corpo 
sulla gamba destra, in modo che, finito il movimento, 
l'Allievo si trovi alla posizione di finta-puntata» col 
taglio a sinistra. 

Come si è osservato nei molinelli di testa, così 
anche pei molinelli di figura nell'esecuzione del 3° mo- 
vimento si dovrà sempre ricordare di alzare, stringere, 
e portare indietro il pugno per aumentare la velocità 
della sciabola. 

Onde facilitare poi il molinello orizzontale di de- 
stra, si troverà gran giovamento se nell'esecuzione del 
terzo movimento si piegheranno le reni, e si spingerà 
indietro la spalla sinistra all'avanzarsi del ferro non 
distaccando troppo nel giro il pugno dal corpo. 

Per trovare poi a movimento compiuto la linea 
della punta, del pugno, e della spalla sarà indispen- 
sabile, che l'Allievo al terminare del colpo stringa per 
bene il mignolo, l'indice, ed il pollice, altrimenti il 
colpo verrà angolato con perdita di lunghezza e di 
precisione. 

§ 3 - 
Del Molinello di figura a destra e sinistra, 

in due ed in un movimento solo 
Eseguiti questi molinelli in tre movimenti, si fa- 



ISTRUZIONI 1)1 SCHERMA 35 

ranno eseguire in due tralasciando di fermarsi al se- 
condo movimento, che verrà unito al terzo, come già 
fu spiegato nei molinelli di testa. 

Da due movimenti si passerà a farli eseguire in 
un tempo solo, alternandoli uno da destra, e l'altro 
da sinistra avendo sempre cura che sieno eseguiti colla 
massima precisione passando per tutti i movimenti. 

A questo punto d'istruzione sarà necessario che 
l'Allievo sia richiamato su tutte le lezioni già pas- 
sate, e vi sia esercitato finché proprio abbia raggiunte 
quella sicurezza e precisione che difficilmente si perde. 

Saranno quindi ripetuti tutti i molinelli nei di- 
versi movimenti, tutte le parate da pie fermo e mar- 
ciando non dimenticando mai di raddoppiare l'eserci- 
zio là dove l'Allievo pecca di maggiore debolezza. 



TITOLO IV 

§ unico. 

Molinello di montante da destra e da sinistra, 

divisi in tre movimenti, 

in due, e in un tempo solo. 

I Molinelli di montante tanto da sinistra che da 
destra si eseguiscono colle stesse regole dei molinelli 
di figura; ed i due primi movimenti sono precisi ai 
due primi movimenti per i molinelli di figura. 

Solo nel terzo movimento differiscono in ciò, che, 
mentre pei molinelli di figura si fa descrivere alla scia- 



36 PARTE SECONDA 

boia un semicircolo orizzontale all'altezza delle spalle, 
nei montanti si fa invece descrivere alla sciabola un 
semicircolo dal basso in alto radente i fianchi. 

Dal secondo movimento adunque del molinello di 
figura l'Allievo per eseguire il montante, dopo di aver 
alzato, stretto, e portato indietro il pugno, come per 
l'esecuzione del 3° movimento del molinello di figura, 
lasciando cadere indietro la punta della sciabola farà 
descrivere alla lama un semicircolo dal basso in >alto 
in modo che la lama rada per quanto è possibile il 
fianco del tiratore, e la punta della sciabola il ter- 
reno — Quando il semicerchio è quasi alla sua metà, 
allora l'Allievo stendendo bene il braccio destro, e ri- 
portando tutto il peso sulla gamba destra terminerà 
di vibrare il colpo in modo da ferire il fianco dell'av- 
versario. (Vedi Fig. num. 25 e 26.) 

Compiuto il montante, il braccio destro dovrà tro- 
varsi teso col pugno all'altezza del mento, la punta 
un po' più bassa del pugno, il filo rivolto diagonal- 
mente in alto. 

Il molinello di montante di destra è uno dei colpi 
più difficili per l'esatta esecuzione, e l'Istruttore dovrà 
insegnare all'Allievo, come si può diminuirne le dif- 
ficoltà piegando bene le reni nell'esecuzione dell' ul- 
timo movimento, e non si dovrà mai stancarsi dal 
pretendere la maggior possibile esattezza, perchè è 
uno dei colpi che ben fatto e ben diretto, è difficile 
pararlo. 

Anche questi molinelli di montante, come quelli 
di figura si faranno eseguire in due, e quindi in un 
sol movimento alternando uno da destra, e l'altro da 
sinistra. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA . 37 

Una volta eseguiti con precisione anche questi 
molinelli, allora l'Allievo verrà esercitato di nuovo in 
tutte le lezioni precedenti, e quindi riconosciuta in lui 
una cèrta franchezza, verrà pure esercitato nell'ese- 
cuzione mista de 1 diversi colpi, parate, marcie, e salti 
indietro. 

Per regola generale è necessario osservare che in 
ogni molinello compiuto il pugno dovrà trovarsi al- 
l'altezza del mento. 



TITOLO V 

§ unico. 
Della Spaccata. 

La spaccata è quel movimento che si eseguisce 
dalla posizione di guardia portando avanti il piede de- 
stro per quel tanto che lo comporta la conformazione 
del tiratore, onde riescire a portare più avanti che sia 
possibile il colpo che si vibra. 

Per regola nella spaccata la distanza del tallone 
destro dal vuoto del piede sinistro, dovrà essere di 
quattro piedi. 

La spaccata più è lunga e più è vantaggiosa, ma 
non dovrà mai essere tanto esagerata da mettere il ti- 
ratore fuori d'equilibrio, perchè è troppo necessario che 
egli spaccato possa colla massima facilità ritornare in 
guardia, se vuol pararsi in tempo dalla risposta; giova 
poi ancora ricordare quanto si è già detto nel § 5° 



38 PARTE SECONDA 

dei molinelli in generale, che anche nel colpo che si 
tira colla spaccata sarà sempre necessario che il corpo 
accompagnici movimento del ferro, s'avanzi col ferro 

e COn lui SÌ ritiri. (Vedi Fig. num. 16.) 



TITOLO VI 

Dei diversi colpi con spaccata — Del Colpo 
eoa Parata e risposta. 

Dei diversi Colpi colla spaccata. 

Per la regolare progressione, l'Istruttore per l'eser- 
citazione dei colpi con spaccata, comincierà dal colpo 
di punta, progredendo poi con quello di testa, di fi- 
gura e montante. 

La puntata dovrà essere tirata al petto dell'av- 
versario, e l'Allievo dovrà trovarsi in tal posizione che 
la punta della sciabola faccia una linea retta col pu- 
gno e colla spalla destra, mentre il corpo sarà pie- 
gato in avanti. 

L'Istruttore messo l'Allievo nella guardia in terza 
lo eserciterà a questa puntata, passando quindi a farlo 
partire collo stesso colpo dalla guardia di seconda — 
Tutti gli altri colpi con spaccata dovranno essere ese- 
guiti precisamente come nella loro esecuzione senza 
spaccata. 

La difficoltà maggiore per l'esatta esecuzione di 
questo esercizio si è quella d'insegnare all'Allievo il 



ISTRUZIONI DI SCHÉRMA 39 

tempo preciso, in cui deve essere fatta la spaccata. 
Un momento più presto, o un momento più tardi che 
questa sia fatta ogni vantaggio è perduto e spesso 
può riuscire dannosa. 

La spaccata adunque per essere vantaggiosa do- 
vrà farsi nel momento che il ferro sta per terminare 
il colpo; se il tiratore si spacca innanzi al colpo, non 
solo ritarda il movimento, ma espone scoperto il suo 
corpo ali 1 avversario per un colpo di tempo; se si spacca 
dopo il colpo la spaccata riescirà inutile, perchè sarà 
priva di ogni vantaggio. 

§ IL 
Del Colpo con parata e risposta. 

Ogni movimento regolare fatto colla sciabola e 
diretto a colpire l'avversario si chiama in linguaggio 
di scherma colpo. 

Ogni volta che un colpo è parato e che dalla pa- 
rata si tira un altro colpo, questo si chiama risposta. 

È naturale che più la risposta sarà pronta e ve- 
loce più si aumenterà la facilità di toccare il colpo. 

L'allievo che sarà stato esercitato a tirare ogni 
colpo spaccandosi ed a ritirarsi nelle diverse guardie 
passerà all'esercizio delle risposte. 

Il maestro quindi eserciterà l'allievo a pararsi e 
rispondere con diversi esercizi semplici. 

Per questi esercizi basterà aggiungere la rispo- 
sta agli esercizi già fatti pei diversi colpi con spaccata. 

Questa esercitazione oltre che sarà di gran van- 
taggio all'allievo per rammentargli tutti i principj fon- 



40 PARTE SECONDA 

damentali, servirà grandemente, per chi dovrà percor- 
rere l'intero corso di scherma, ad aprirgli la mente, 
e fargli comprendere come si passa da un colpo al- 
l'altro, dall'una all'altra parata, a qual colpo conduce 
la tale o tal altra parata, nonché la ragione dei di- 
versi colpi e delle diverse parate. 

Questi primi esercizi di parata e risposta con- 
steranno per l'allievo di un colpo qualunque, d' una 
parata, e di una risposta. 

Con tutta l'istruzione contenuta in questa parte 
seconda, noi abbiamo abbastanza per educare il sol- 
dato nel maneggio della sciabola da praticarsi a ca- 
vallo con tutta la maggior possibile precisione, forza, 
sveltezza e facilità. 

Da questo punto adunque ogni soldato potrà pas- 
sare all'istruzione del maneggio della sciabola come 
a cavallo, e si avranno indubbiamente prontissimi e 
buoni risultati. 



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PARTE TERZA 



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PROGRESSIONE 

DELLE 

DIVERSE LEZIONI CHE COMPLETANO 

IL 

CORSO REGOLARE DELLA SCHERMA DI SCIABOLA 



Delle Finte. — I>elle Parate composte. — I>ei 
Coupé. — Degli Sforzi. — I>elle Cavate iix 
tempo sullo sforzo, — I>el colpo «li Manchett 

— Del tempo. — Delle Posizioni di' Attacco. 

— Dell'Assalto. 

/\/\./V\/VA./\/\/\/\/\ 

TITOLO l 

Delle Finte 

La fìnta è quel movimento che il tiratore fa fare 
al suo ferro come volesse vibrare un dato colpo, ma 
non appena l'avversario muove alla parata, lo lascia 
per vibrarne un altro. 

La finta adunque è fatta per ingannare l'avver- 
sario, ed obbligarlo a scuoprirsi in una parte, onde 
toccarlo là, dove è maggiormente scoperto. 



42 PARTE TERZA 

Ma perchè la finta raggiunga lo scopo, deve es- 
sere fatta in modo da persuadere V avversario, che 
essa è il principio di un colpo vero, e quindi dovrà 
essere nel suo movimento naturale, e precisa, e come 
tale accompagnata dai movimenti analoghi e dello 
sguardo, e del corpo. 

Se la finta è ben fatta, si vedrà l'avversario a cor- 
rere alla parata, s'egli non si muove è segno che fu 
fatta male, e non si seppe ingannare. 

Le fìnte possono essere anche doppie secondo che 
si sarà finto uno o due colpi, ma quante esse sieno, 
perchè ottengano lo scopo bisogna che sieno tutte ben 
fatte colla maggior possibile naturalezza. 

La finta è uno dei movimenti, su cui è basato 
principalmente il giuoco d'assalto. 

L'Istruttore dovrà fin da principio persuadere di 
questo i suoi allievi, ed essere molto esigente nell'ese- 
cuzione, e qualche volta sarà bene far tirare a fondo 
il colpo che deve servire come finta, onde abituar me- 
glio l'allievo alla maggior possibile naturalezza. 



TITOLO II 

Delle Parate composte 

Per parata composta non s'intende già una pa- 
rata differente dalla semplice — La parata composta 
differisce solo dalla semplice per la strada che dovrà 
percorrere il ferro per portarsi a quella tal posizione. 

Quando io dico , per es: ceduta, o contro di 'prima, 
ceduta, o contro di quarta, e così via, non si deve già 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 43 

credere che, eseguita la parata, io dovrò trovarmi in 
una posizione diversa delle parate semplici di prima 
e di quarta; no; io mi troverò nell'identica posizione; 
ma per portarmi a quella, avrò fatto fare al ferro una 
strada viziosa. 

Le parate composte che già, come abbiamo visto 
nella prima parte, così si chiamano, perchè eseguite 
con una strada più lunga e studiata sono di due sorta; 
o di ceduta, o di contro. 

Quantunque sia difficile dare con parole un'idea 
esatta di queste parate, però diremo: che tutte le 
volte che appoggiando il nostro ferro sulla parata si 
passa sotto il braccio e a destra o a sinistra del corpo 
dell'avversario per correre a pararsi nel momento che 
egli ritira il ferro per vibrare la risposta, noi faremo 
una parata composta di ceduta; e tutte le volte in- 
vece che si correrà alla parata facendo fare al nostro 
ferro un giro opposto per correre contro il- ferro del- 
l' avversario, noi avremo fatto una parata composta di 
contro. 

Per regola generale tutte le volte che si può pa- 
rare un colpo con una parata semplice sarà sempre 
da preferirsi; ma siccome tante volte non si può por- 
tarsi ad una data posizione con una parata semplice, 
così la scherma ha trovato queste parate composte, 
per le quali il tiratore potrà portarsi a quella qualun- 
que posizione che stimerà per sé più conveniente. 

Per es.: 11 Maestro tira un colpo di testa, e l'Al- 
lievo si para colla V a ; dalla V a l'Allievo tira un colpo 
di figura interna, ed il Maestro invece della "parata 
semplice di IV a vorrebbe portarsi nella parata di l a 



44 PARTE TERZA 

per potergli rispondere alla testa. Dalla posizione, in 
cui egli si trova, gli sarà impossibile portarsi in l a 
se non facendo una parata composta che nel presente 
caso potrà essere di ceduta, o di contro di prima. 

Per regola generale dalla posizione dalla quale si 
può eseguire una parata di ceduta, si può sempre ese- 
guire una parata di contro tranne poche eccezioni 
come appaiono sul quadro generale. Il tiratore adun- 
que ne avrà la scelta. Però si tenga per regola che 
la parata di ceduta si adoprerà, quando, dopo tirato il 
colpo non si troverà troppo sotto misura, perchè in 
questo caso riescirebbe di difficile e tante volte anche 
d'impossibile esecuzione, e la parata di contro si ado- 
prerà preferibilmente in questo caso. 

Per queste parate bisogna osservare, che l'Allievo 
abbia il ferro bene stretto nella mano per poter ese- 
guire il movimento colla maggior facilità e sveltezza 
possibile, e che nella ceduta si faciliti il movimento 
ritirando il corpo per poter schivare d'incontrare colla 
punta della sciabola il corpo o braccio dell'avversario, 
ostacolo che produrrebbe un ritardo nella parata, e il 
pericolo di essere colpito. 



TITOLO HI 

Dei Coupé. 



Per Coupé s' intende un colpo di testa o di figura 
che invece d'esser fatto per molinello, è portato come 
colpo di martello per forza d'avambraccio percorrendo 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 45 

una strada minore d'un semicerchio; è naturale che 
per poter tirare un Coupé bisognerà innanzi tutto di- 
simpegnare il nostro ferro da quello dell 1 avversario, e 
veder libera la strada che il ferro dovrà percorrere. 

I Coupé per riescire, bisogna che sieno veloci; 
per essere veloci bisogna che il ferro sia ben stretto 
nella mano, e che il colpo venga vibrato per movi- 
mento d'avambraccio e non di pugno. . 

II Coupé è quasi sempre colpo di prima inten- 
zione da una posizione d'attacco, e per la velocità con 
la quale deve essere tirato dovrà sempre riescire o 
almeno rendere assai difficile la parata all'avversario. 

Per il movimento del ferro in un colpo di Coupé 
vedi la Fig. 36 A, che rappresenta il movimento del 
ferro in un Coupé di testa. Questo esempio potrà ser- 
vire come norma per tutti gli altri Coupé dalle di- 
verse posizioni. 

Si eserciterà quindi l'Allievo a questi colpi dalle 
diverse posizioni d'attacco, e da quelle posizioni di 
parata che più si prestano per tali colpi, e, per mo' 
d'esempio, dalla posizione d'attacco in III a o in IP, 
dalla parata di V a , III a bassa e IV a bassa. 



TITOLO IV 

r>egli Sforzi. 



Lo Sforzo è quel colpo per il quale il Tiratore 
incontrando o battendo colla massima forza il ferro 
dell'avversario in una data posizione o in dati movi- 

Istruzioni di Scherma 5 



46 PARTE TERZA 

menti tende od a sviare il colpo dell'avversario, op- 
pure a levargli la sciabola di mano. 

Gli Sforzi si distinguono in semplici e di cam- 
biamento. 

Per Sforzo semplice s' intende quello nella cui ese- 
cuzione non si cambia la posizione del ferro di chi fa 
lo sforzo. 

Sforzo di cambiamento quello nella cui esecuzione 
si cambia la posizione del ferro. 

Gli Sforzi semplici potranno eseguirsi sulle posi- 
zioni d'attacco di III a , IV a e IP e sulle parate di III a , 
IV a , III a bassa e IV a bassa. 

Gli Sforzi di cambiamento potranno essere ese- 
guiti nella posizione d'attacco di III a , IV a e II a , e in 
tutte le posizioni di parata. 

Questi ultimi prendono poi il loro nome dalla po- 
sizione in cui passa il ferro terminato lo sforzo, e si 
chiameranno Sforzi di cambiamento in : 

VI a essendo nella posizione di parata di V a (v. A g . 37 e 38). 

V a » VP(V. flg. 39 e 40). 

IV a » P in III a 

IV a bassa » I a 

III a » IV a 

IIF bassa » IP 

Lo Sforzo di mezzo cerchio dalla posizione d'at- 
tacco di parata di IP, si chiama con nome proprio 

Sforzo di Semicerchio (Vedi Fig. Dura. 41 e 42). 

Lo Sforzo semplice che si fa sul ferro dell'avver- 
sario mentre si va alla parata, si chiama propriamente 
parata di sforzo. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 47 

Gli Sforzi tanto semplici che di cambiamento 
ponno essere di disarmo o di deviamento. 

Si chiameranno di disarmo tutte le volte che si 
sforzerà il ferro verso l'apertura della mano, e di de- 
viamento invece, quando saranno fatti dalla parte 
opposta. 

Tante volte però, secondo la maggiore o minor 
forza e precisione del colpo, uno sforzo di disarmo po- 
trà riescire di semplice deviamento, ed uno di devia- 
mento potrà anche riescire di disarmo. 

Uno degli sforzi più potenti di disarmo è lo sforzo 
di semicerchio, che riescirà di più facile esecuzione 
tutte le volte che l'avversario presenterà il suo ferro 
in una posizione di II a alta o di fìnta-puntata; posi- 
zioni per le quali sarà facile trovare l'avversario col 
pugno più alto della punta della sciabola. 

Gli Sforzi si devono ancora distinguere in due 
sorta : cioè Sforzi fatti col filo della lama, oppure fatti 
col dorso. 

Per regola generale tutti gli Sforzi semplici sono 
fatti col filo, e tutti gli Sforzi di cambiamento sono 
fatti col dorso della lama. 

Come regola generale, per F esecuzione d' ogni 
sforzo diremo: 

1° Che ogni sforzo va assecondato dal peso del 
corpo di chi lo vibra, ed eseguito sempre per movi- 
mento d'avambraccio con forza e precisione. 

2° Che bisogna saper cogliere con prontezza il 
momento giusto per eseguirlo. 

3° Che il ferro ben serrato nella mano sia dalla 
precisione dell'occhio guidato a vibrare il colpo di 



48 PARTE TERZA 

sforzo in modo che i due ferri s'incontrino nel dop- 
pio forte. 

Se non si va ad incontrare il ferro in quel dato 
tempo, e se non lo s'incontra in quella data posizione 
lo sforzo o non viene, o viene male, e quindi riescirà 
dannoso anziché di vantaggio. 

La sicurezza del ferro nella mano, l'elasticità del 
braccio, e la precisione dell'occhio sono i requisiti, 
senza i quali è impossibile riescire allo sforzo. 

Tutti gli Sforzi sieno essi semplici o di cambia- 
mento constano naturalmente di due movimenti, il 
primo falsata del ferro, il secondo di 'percossa. Tali 
movimenti dovranno adunque essere partitamente in- 
segnati all'Allievo, perchè impari il modo che va fatto 
lo sforzo e per la forza e per la precisione. 

Per l'importanza del movimento del ferro nell'ese- 
cuzione dello sforzo e per presentare eziandio all'idea 
dell'Allievo l'effetto che può produrre uno sforzo, si 
pensò opportuno di aggiungere a compimento di que- 
sta lezione alcune figure rappresentanti l'esecuzione di 
diversi sforzi facendo d'ogni sforzo due posizioni, uno 
rappresentante il primo movimento, e l'altro il secondo 
coll'analogo effetto dello sforzo sul ferro dell'avversario. 

(Vedi per questi le Posizioni sopra accennate Fig. 37 e 38, 39 e 40, 41 e 42, 43 e 44). 

Questa lezione è una delle più difficili, e l'Istrut- 
tore non passerà a nuovi esercizi, finche l'Allievo non 
sarà perfezionato in questi. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 49 

TITOLO V 

I>elle Cavate in tempo sullo sforzo 

Quando il tiratore, accorgendosi, che V avversario 
tira ad uno sforzo, cava in tempo il suo ferro in modo 
che all'avversario vada fallito il suo colpo, mentre egli 
tira collo stesso movimento a un colpo qualunque, al- 
lora si dice che il tiratore ha fatto una cavata in 
tempo sullo sforzo. 

La cavata in tempo è di difficile esecuzione, per- 
chè bisogna prima indovinare l'intenzione dell'avver- 
sario, ed aver poi molto occhio per conoscere il mo- 
mento preciso di cavare il ferro. 

La cavata dovrà farsi nel momento che il ferro 
dell'avversario sta per toccare il nostro, se io anti- 
cipo la mia cavata, l'avversario naturalmente la vedrà 
in tempo utile per fermare il suo sforzo, e lo scopo 
della cavata è fallito. 

La cavata fatta in tempo è certamente un colpo 
fatale per l'avversario, perchè questi squilibrato nel 
ferro che non trovò la creduta resistenza, troppo dif- 
ficilmente potrà rimettersi in tempo alla p arata, e re- 
sterà quindi toccato. 

Per questa esercitazione si adopreranno gli stessi 
esercizi adoperati per lo sforzo, facendo il Maestro lo 
sforzo, e l'Allievo esercitandosi nelle cavate in tempo. 



50 PARTE TERZA 

TITOLO VI 

Del Colpo al braccio (Mancliett) 

Il colpo all'avambraccio che si tira all'avversario 
o nella posizione di guardia, o in una posizione di pa- 
rata si chiama propriamente Manchett. 

Il Manchett può essere tirato tanto sotto che so- 
pra l'avambraccio a seconda che l'avversario sarà, più 
o meno scoperto dall'una o dall'altra parte. 

Il Manchett si tira ordinariamente all'avversario 
che tiene una cattiva guardia. Solo stendendo il brac- 
cio e con un giro di pugno potrà benissimo riescire 
il Manchett ogni volta che l'avversario sarà trascu- 
rato di prevederlo. 

Una delle guardie pericolose pel colpo di Man- 
chett è la guardia di IIP, e una delle guardie più si- 
cure è quella di II a alta che è, come si vedrà, la 
guardia d' attacco adottata da questo sistema di 
scherma. 



TITOLO VII 

I>el Colpo eli tempo 

Il colpo all'avambraccio, come pure qualunque 
colpo di taglio o di punta che si tira all'avversario, 
quando questi si trova a metà della sua azione per un 
colpo che vibra, si chiama propriamente Colpo di tempo. 

Questo colpo a tutto rigore non si dovrebbe am- 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 51 

mettere, perchè il tiratore ogni volta che vibra un 
colpo dovrebbe tirarlo con tal velocità da lasciare mai 
tempo al suo avversario di toccarlo a metà azione. 
Ma siccome non sempre il tiratore vibra il colpo con 
tale velocità e precisione da non esporre anticipata- 
mente il corpo, o il braccio ali 1 avversario, così il colpo 
di tempo potrà essere tirato, ma sempre sulla poca 
precisione dell'avversario. 

Il colpo di tempo regolare può ammettersi sola- 
mente sulla fìnta, e potrà essere facilmente tirato ogni 
volta che si avrà facilità di conoscere l'intenzione del- 
l'avversario. 

Il colpo di tempo in generale è di difficile ese- 
cuzione, perchè avvi un solo istante, in cui può es- 
sere tirato; un momento prima o un momento dopo 
basta perchè il colpo vada fallito con pericolo di ri- 
manere toccato. 



TITOLO Ylfl 

I>elle diverse guardie per l'Assalto 

Il tiratore in guardia d'assalto può scegliere quella 
guardia, della quale egli si sente più forte e per ti- 
rare e per pararsi. 

In generale la guardia più usitata è la guardia 
di terza, ma questa come tutte le altre presenta qual- 
che lato debole, ed è pericolosa contro i coupé ed i 
colpi di Manchett. 

Tra tutte le guardie quella che presenta maggior 



52 PARTE TERZA 

facilità per correre a tutte le parate, e che è più ricc a 
di colpi, è la guardia di seconda piuttosto alta. 

In questa guardia il pugno deve trovarsi all'al- 
tezza e in direzione del mento, la punta all'altezza 
del fianco, colla lama traversale al corpo in modo che 
la punta oltrepassi di un palmo circa il fianco sini- 
stro, e il filo obliquo a destra. 

In questa posizione noi avremo i vantaggi di aver 
l'avambraccio abbastanza parato, di poter correre a 
tutte le parate con un piccolo movimento d' avam- 
braccio e principalmente a quella di I a , V a , e II a che sono 
le più ricche di risposta e di avere prontissima la puntata. 

Con questa guardia noi avremo facilissima la finta- 
puntata e sarà anche questo un immenso vantaggio, 
perchè nessuna finta è tanto forte d'impressione come 
la finta-puntata. 

Sarà adunque necessario che negli ultimi eser- 
cizi l'Allievo sia ammaestrato ad attaccare in questa 
posizione, la quale, se presenta alquanta difficoltà per 
chi non vi è ancora abituato, essa scomparirà dopo 
poco tempo che il braccio e l'occhio vi saranno eser- 
citati, e se ne apprezzeranno i molti vantaggi. 

In questa posizione di guardia sarà necessario 
con movimento di rotazione d'avambraccio, muovere 
la sciabola dall' avanti indietro, e dall' alto al basso 
senza girare il filo; tali movimenti serviranno a non 
stancarci, mantenendo sempre la stessa posizione, e 
lasciar sempre incerto l'avversario sull'intenzione del 
tiratore. Ogni movimento del ferro dovrà, ben s' in- 
tende, essere sempre accompagnato da un piccolo mo- 
vimento del COrpO. (Vedi Fig. mini. 45, 46, 47. e 48.) 



ISTRUZIONI DI SCHERMA £d 

TITOLO IX 

Dell' Assalto in generale 

Il complesso dell'azione di due tiratori che armati 
di sciabola tirano a toccarsi dei colpi regolari di scia- 
bola sotto l'osservanza di reg'ole determinate si chiama 
in linguaggio di scherma assalto. 

Tutti gli artifizi che deve usare il tiratore nell'as- 
salto non si possono insegnare che praticamente, e 
allora solo noi potremo imparare gli effetti che un 
movimento del corpo, uno sguardo, una mossa del ferro 
possono produrre nell'avversario. 

Possiamo però intanto ritenere per norma che uno 
degli studi appena ci troviamo dinanzi ad un avver- 
sario di cui non si conosce né la forza, ne il giuoco, 
sarà quello di provarlo, se corre più o meno facil- 
mente alla parata, se crede più o meno alla finta, se 
è titubante o deciso, e quale il suo colpo di predilezione. 

Non si dimentichi che la punta della sciabola pre- 
sentata al petto ed anche all'occhio, se occorre del- 
l'avversario produrrà sempre una forte impressione su 
lui. Servirà ad arrestarlo se incalza, a deciderlo seti- 
tubante, e più che ogni altro colpo servirà la fìnta- 
puntata ad allargare il giuoco ed a misurare i di- 
fetti e le forze del tiratore. 

Ciò che rende bello e gradito un assalto, sono i 
colpi che si succedono alle parate: Parare e rispon- 
dere, ecco il vero giuoco dell'assalto, ecco dove si mo- 
stra l'abilità del tiratore. 



54 PARTE TERZA 

Il colpo per colpo che succede sempre a chi non 
para, è brutto, indispone e dà idea di troppo poca pe- 
rizia nella scherma. 

Si ricordi che in un assalto si considerano come 
botte regolari solo quelle che toccano dalla cintura 
alla testa. 

Tutto il giuoco d'assalto consiste nell'obbligare 
l'avversario a venire in certe date posizioni sia per 
un colpo tirato, sia per una parata, per cui presenti 
scoperta quella data parte cui ha di mira il nostro 
colpo premeditato. 

Sarà adunque uno dei primi studj quello d'impa- 
rare a conoscere l'intenzione dell'avversario che colla 
pratica noi potremo rilevare e dalla posizione e da 
una movenza anche piccola del corpo, o del ferro o 
dello sguardo. 

Bisogna ricordarsi che il tiratore nell'assalto tende 
sempre a credere vero anche quello che non è che 
finzione, e questa tendenza noi la possiamo provare 
in noi stessi. Mettiamoci pure in mente che l'avver- 
sario non tiri un dato colpo, ma se egli si muove, se 
egli ci fa una fìnta appena credibile, noi pure senza 
dubbio ci muoviamo per pararci, e questo è innegabile, 
e sta nell'istinto dell'uomo già educato alla scherma, 
che anche senza volerlo cerca difendersi, appena mi- 
nacciato. 

Teniamo per fermo adunque che, con pochissima 
differenza, quelle impressioni che noi proviamo di 
fronte all'avversario, esso pure le prova di fronte a noi, 
e solo con questa convinzione noi saremo padroni delle 
nostre forze reali. 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 55 

Il tiratore nell'assalto deve tenere un serio con- 
tegno e deve quasi col suo atteggiamento incutere 
timore all'avversario; ma nello stesso tempo, siccome 
egli, durante 1' azione, si trova naturalmente in uno 
stato di eccezionale sensibilità, così dovrà gareggiare 
di delicatezza nell' accusare le botte, e in tutti quegli 
atti che sono voluti dalla più distinta educazione. 

Non va dimenticato mai die il non accusare le 
botte, indispettisce giustamente l'avversario, lascia in- 
dubbiamente una cattiva impressione negli astanti in- 
telligenti, e per un colpo più o meno taciuto per- 
diamo quella riputazione di delicatezza, cui deve te- 
nersi preziosa da ogni gentiluomo. 

Sì prima che dopo l'assalto è regola che i tira- 
tori si scambino fra loro un saluto, e salutino gli astanti. 

Questo atto di educazione e di rispetto è egli pure 
indispensabile per non dimenticare mai quel principio 
di convenienza che deve sempre rimanere come guida 
inalterabile anche contro i risentimenti dell' amor 
proprio. 



5X5 
t 



INDICE DELLE TAVOLE 






Fig. N. 1. Posizione di riposo avanti l'istruzione. . . pag. 61 

ivi 
ivi 
ivi 
62 
ivi 
ivi 
ivi 
63 
ivi 
ivi 
ivi 
64 
ivi 
ivi 
ivi 
65 



IVI 

ivi 
ivi 

66 



» 2. 


» 


di Guarda-voi. > 


» 3. 


» 


di Presentat-Sciab > 


» 4. 


» 


di Saluto > 


» 5. 


di riposo durante l'istruzione . . . > 


» 6. 


» 


di Guardia di 111 > 


» 7. 


>» 




» 8. 


» 


di Guardia di 11 > 


» 9. 


» 


della Parata di V. . . . . . . . > 


» 10. 


» 


della Parata di VI > 


» 41. 


» 


della Parata di 1 > 


» 12. 


» 


della Parata di 11 > 


.» 13. 


» 


della Parata di 111 bassa > 


» U. 


» 


della Parata di IV bassa > 


.. 15. 


» 


della Parata di VII » 


». 16. 


» 


di Finta-puntata > 


>» 17. 


» 


della Puntata con spaccata . . . . > 


.» 18. 


» 


del 1° movimento pel molinello di testa 


» 19. 


» 


del 2° movimento pel molinello di testa 
a sinistra > 


»» 20. 


» 


del 3° movimento pel molinello di testa 
da sinistra > 


>. 21 


» 


del 1° movimento pel molinello di testa 



58 ISTRUZIONI DI SCHERMA 

Fig. N. 22. Posizione del 2° movimento pel molinello di testa 

da destra pag. 66 

» 23. » del 2° movimento pel molinello di figura 

da sinistra » ivi 

» 24 . » del 2° movimento pel molinello di figura 

da destra » 67 

» 25. » del 3° movimento pel molinello di mon- 
tante da sinistra » ivi 

» 26. » del 3° movimento pel molinello di mon- 
tante da destra » 68 

» 27. Fig. A. Colpo di figura interna con spaccata. — 

Fig. B. Parata di 1 ». ivi 

» 28. Fig. A. Colpo di montante esterno con spaccala. 

— Fig. B. Parata di 11 ». 69 

» 29. Fig. A. Colpo di figura esterna con spaccata. — 

Fig. B. Parata di 111 »> ivi 

» 30. Fig. A. Colpo di figura esterna con spaccata. — 

Fig. B. Parata di IV ». 70 

»> 31. Fig. A. Colpo di testa con spaccata. — Fig. B. Pa- 
rata di V » ivi 

» 32. Fig. A. Colpo di testa con spaccata. — Fig. B. Pa- 
rata di VI ..71 

» 33. Fig. A. Colpo di montante esterno con spaccata. 

— Fig. B. Parata di 111 bassa. . . » ivi 
» 34. Fig. A. Colpo di montante interno con spaccata. 

— Fig. B. Parata di IV bassa. ...» 72 
»> 35. Fig. A. Parata di VII. — Fig. B. Colpo di figura 

esterna con spaccata » ivi 

» 36. Fig. A. Posizione del 1° movimento pel Coupé di 

testa. —Fig. B. Posiz. di Guardia in HI » 73 
»» 37. Fig. A. Posizione del 1° movimento per lo sforzo di 

cambiamento in VI essendo in V. — 

Fig. B. Colpo di testa » ivi 

» 38. Fig. A. Posizione del 2° movimento dello sforzo. 

— Fig. B. Effetto dello sforzo sul ferro 
dell'avversario >» 74 

»» 39. Fig. A. Posizione del 1° movimento per lo sforzo 
di cambiamento in V essendo in VI. 

— Fig. B. Colpo di testa ...... ivi 

.. 40. Fig. A. Posizione del 2° movimento dello sforzo 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 59 

di cambiamento in VI. — Fig. B. Ef- 
fetto dello sforzo sul ferro ...» 75 
Fig. N. 44. Fig. A. Posizione del 1° movimento dello sforzo di 
mezzo cerchio dalla posizione di 11. — 
Fig. B. Colpo di montante esterno. » ivi 
» 42. Fig. A. Posizione del 2° movimento dello sforzo di 
mezzo cerchio. —Fig. B. Effetto dello 

sforzo » 76 

» 43. Fig. A. Posizione del 4° movimento dello sforzo di 
IV bassa sulla puntata. — Fig. B. Pun- 
tata al petto » ivi 

» 44. Fig. A. Posizione del 2° movimento dello sforzo 

dilV bassa.— Fig. B. Effetto dello sforzo» 77 

» 45. Posizione d'Attacco in guardia di 111 » ivi 

» 46. » » in guardia di IV >» 78 

» 47. » » in guardia di 11 .... » ivi 

» 48. » » in guardia di 11 . ...» 79 



TAVOLE IN DISEGNI 

DELLE 

DIVERSE POSIZIONI 

Il Stilili 



L'Autore dichiara che intende valersi di tutti i diritti e privilegi che gli si competono 
tanto per la proprietà letteraria, quanto per i disegni, avendo, per sua parte, 
adempiuto a quanto prescrivono in proposito le vigenti Leggi. 



ERRATA-CORRIGE 



A pag. 11 linea 9, ove dice: Posizione di 

parata per un colpo qualunque ec, leggasi: Posizione di spaccata per ec 
A pag. 14 linea 18, ove dice: V, VI, aggiungasi: VII. 
A pag. 35 linea 20, ove dice: divisi ec , leggasi: diviso- 



TAVOLA I 



61 



FIG. N. 1 




Posizione di riposo avanti 
1.* istruzione. 



Posizione di Presentat — Sciab 



FIG. N. £ 




Posizione di Guarda-Voi 




TAVOLA II 



62 



FIG. N. 5 



FIG. N. 6 




Posizione di Guardia di IV 



TAVOLA III 



63 



FIG. N. 9 




•Posizione della. Parata, di V 



FIG. "NY-1Ì 







FIG. TST. 10 




Posizione della Parata di VI 



FIG. TST.12 




Posizione della Parata, dii 



Posizione della. Parata di IT 



TAVOLA IV 



64 






t. 



TAVOLA V 




. TAVOLA VI 



£6 



FIG. N. 21 




Posizione del 1 movimento 
pel molinello di testa, da destra. 



FIG. N> 22 



Posizione del 2 movimento 
pel molinello di testa da destra 




FIG. N. 23 



PIG. N". 24 




Posizione del 2 movimento 
pel molinello di fìgiara da sinistra 

N. B. - La posizione del 1 movimento è ugnale a quella del 
I movimento pel molinello ai testa da destra (V. ,fig. %\ ) 



Posizione del 2 movimento 
pel molinello di fìgu.ra x da destra 

N. B. - La posizione del 1 movimento è quella stessa delia 
Finta-Puntata - La posizione del 3 movimento è la stessa 
del 1 movimento nel molinello di testa a destra col ferro 
un po' più alto ( V. fig. 21} 



TAVOLA VII 



67 



FIO. N. 25 




Posiz. del terzo movimento pel 

molinello di montante da sinistra 

y. B. - Il 1 e ? mn imentn sono irtent'oi al i e 2 movimento 
pel molinello di figura da sinistra (V. fig. 23) 



FIG. N. 26 




Posiz. del terzo movimento pel 
molinello di montante da destra 

N. B. - Il i e 2 moimento sono identici al 1 e 2TnovimenU> 
pel molinello di figura da destra (V. fig. 24) 



TAVOLA Vili 



FIG. N. 27 




Fig« A — Colpo di fìgiira interna. 

con spaccata. 
Pig. B — Parata di I 



FIG. N. £8 




Pig. A — Colpo di montante esterno 

con. spaccata 
Fig. B —Parata di II 



TAVOLA IX 



(39 



FIG. N. 29 




Fig. A — Colpo di figura esterna 

con spaccata 
Fig. B — Parata di m. 



FIG. N. 30 




Fig. A — Colpo di fìgnra interna 

con spaccata 
Fig. B — Parata di IV 



TAVOLA X 



70 



FIG. N. 31 




Pig- A — Colpo di testa con. spaccete. 
Pig. B — Parata di V. 



, 



PIO. N. 32 




Fig. A — Colpo di testa oon spaccai ©. 
Fig. B — Parata di VI. 



TAVOLA XI 



7J 



FIG-. N. 33 




Fig. A — Colpo di montante esterno 

con spaccata. 
Fig. B — Parata di III bassa 



FIG. N. 34 




Fig. A — Colpo eli montante interno 

con spaccata 
Fig. B — Parata di IV bassa 



TAVOLA XII 



72 



FIO. N. 35 




Pig. A — Parata di VII. 
Pig. B — Colpo di figura esterna 
cori spaccata 



FIG. N. 3b 





Pig. A — Posiz, del 1 movimento 

pel Coupé di testa 
Pig. B — Posizione di guardia in III. 



TAVOLA XII* 



^3 



FIG. N. 37 




Fig. A — Posiz. del 1 movimento per* 
lo sforzo di cambiamento 
i*n VI- essendo in V 

Fig. B — Tira, nn colpo di testa 



FIG. N. 38 




Fig. A — Posiz. del 2 movimento 

dello sforzo 
Fig. B — Effetto dello sforzo sili 

ferro dell'avversario 



TAVOLA XIV 




Fig. A — Posisi, del 1 movimento per 
lo sforzo di cambiamento 
in V essendo in VI 

Fig. B— Colpo di testa 



FIG. N. 40 




Fig.A-Posiz.del2movimeDto dello 
sforzo di cambiamento 
in. VI 

Fig. B — Effetto dello siorzo sul ferro 



TAVOLA Xt 



75 



FIG. N. 41 




Fig. A — Posiz. del 1 movimento 
dello sforzo di mezzo cer- 
chio sul colpo di mon- 
tante esterno 

Fig. B — Colpo di montante esterno 



FIG. N. 42 




Fig. A — Posiz. del 2 r.aoviraento 
dello sforzo di mezzo 
cerclxio 

Fig. B — Effetto dello sforzo 



I 



- 



TAVOLA XVI 



70 



FIG. N. 43 




Fig. 



A— Posiz. del 1 movimento 
dello sforzo di IV bassa 
siilla. Puntata 
Fig. B — Piantata al petto 



FIG. N. 44 




Fig. A — Fosiss,. ó&± 2- mo-vimento 
dello ts-forzo di JV bassa 
Blg.'rB— Bigetto dello sformo 



TAVOLA XVII 



77 



FIG. N. 45 




Posiz. d'attacco in- guardia cii III 



FIG. N. 46 




Posiz. d'attacco in guardia di tV 



TAVOLA XVIII 



78 



FIG. N. 47 




Posiiz. d'attacco in. guardia di il 



FIG. N. 48 




Posiz. d'attacoo in guardia di II 



TAVOLA XIX 




Modello di Sciabola per soldato di Cavalleria 



TABELLA 

DEI 

PESI E MISURE DELLA SCIABOLA SUINDICATA 



Peso della Lama con respettivo codolo Kil mi —485 

» della Guardia con impugnatura completa » —500 

» del fodero con respettivi fornimenti » —740 

Peso totale della Sciabola con fodero e forni menti K mi 1 725 

Lunghezza della Lama misurata dal tallone M r! —920 

» della Impugnatura » —135 

Centro di gravità della Lama guernita d'Impugnatura e 

guardia, misurato dal tallone della Lama » — 130 

Centro di percossa della Sciabola, misurato dal tallone della 

Lama, circa » — 600 



50 




Modello di Sciabola per la Scherma 



TABELLA 

DEI 

PESI E MISURE DELLA SCIABOLA SUINDICATA 

Peso della Guardia con impugnatura completa... Kil mi -—370 
della Lama con respettivo codolo » —350 

Peso totale della Sciabola .".Kil" 1 — 72~0~ 

Lunghezza della Lama misurata dal tallone M ri —890 

della Impugnatura » — 135 



zhttacco e di parata. 







"Iella 
'olp^arata 



Q-CJAIDIFtO SINOTTICO 

DI TUTTI 1 COLPI E PARATE CHE SI POSSONO FARE DA OGNI POSIZIONA D'iTTACCO E DI PARATA. 




ALLIEVI 



II. Dalla Guardia ili IV" li- 

rando al Banco esterno || IH" baeea o tira 



Dolili Guardia ili IV" ti- 
rnndoollu ligure esterna 



Dalla Guardia di IV ti 

rando alla lesta 



i I" semplice, se la risposta 
Fianco interno ■<■■•) * a ' tó 
IV" bassa 

ÌI* semplice. 
Ceduta di IV. 
Contro di IV*. 
V* semplice 

Testa • Ceduta di VI*. 

' Contro di VI*. 

( IH* semplice 
Figura esterni [ Cedula dì vl ,. 

Puntata .... | IV* bassa. 

{ IV* bassa. 

Fianco interro 

\ I* semplice. (Veai sopra 



Figura interra. 



Figura intera 



1° semplice 
Ceduta di IV. 



( IV 
( I" 



l IV* semplice. 
( Contro di I*. 



( II" 

' IH" bassa 



Contro di I* 



. IV semplice 

Ceduta di I*. 

' Contro di l a . 



VI" semplii 



ALLIEVO 



m a e s t n o 



vi.i.ii;\ o 



Dalla Guardia di III" ti- 
rando alla testa \y t i; ra 



Dalla Guardia di III" ti- 
rando alla figura interna 



i Guardia di III" ti- 
andoalla figura interna 



Dalla Guardia di III' ti- 
rando al fianco interno 



Dalla Guardia di IH' ti- 
rando alla figura esterna 



II ' issa 



V H' di Ceduta 



1 "' 

I HI' basso 

Figura esterna \ l " !l "' 1 di U1 

( III*. 

V* si mplìce 

resta ma Ceduta di VI' 

' Contro di VI' 

i- , I II' ■ 

hanco eelerno ) 

i 111" bassa 

i igura eeu rna | IH' aomplice 

l\ ' bassa 
Fianco interno , Ceduta di 1". 

Contro di I' 

... . I IV" semplice 

Figura interna ' 

) Contro di i 

VI' semplice 

Fette interna. . . 1 Ceduta di \ 

' Contr V 

(VII' 

figura eulerna \ ( eduta in III 

t ontro in IH' 

Illl' bBMfl 
... 

t VII" 

Figura eslerna j Ceduta in HI". 

Contro in III" 

V" semplice. 
Testa . , . . { VI* in Ceduta. 

Contro di VI' 

I l'I'- 

ina { 

| \ir di Ceduta 



INDICE DELLE TAVOLE 



Tavola I. 

Fig. N. 1. Posizione di riposo avanti l'istruzione. . . pag. 61 

» 2. » di Guatda-voi » ivi 

» 3. » di Presentat-Sciab » ivi 

» 4. » di Saluto » ivi 

Tavola II. 

» 5. » di riposo durante l'istruzione ...» 62 

» 6. » di Guardia di 111 » ivi 

» 7. » di Guardia di IV » ivi 

» 8. » di Guardia di 11 » ivi 

Tavola III. 

»» 9. >» della Parata di V » 63 

» 10. » delia Parata di VI . » ivi 

» 11. » della Parata di 1 » ivi 

>» 12. » della Parata di 11 » ivi 

Tavola IV. 

» 13. » della Parata di 111 baesa » 64 

» 44. » della Parata di IV bassa » . ivi 

» 15. » della P.nata di VII » ivi 

» 16. » della Puntata con spaccata , ...» ivi 



58 ISTRUZIONI DI ' SCHERMA 



Tavola V. 

Fig. N. n. Posizione di Finta-puntata pag. 65 

>• 18. » del 1° movimento pel molinello di testa 

da sinistra » ivi 

» <9. >• del 2° movimento pel m. lineilo pi testa 

a sinistra » ivi 

» 20. » del 3° movimento pel molinello di testa 

da sinistra » ivi 

Tavola VI. 

» 21. » del 1° movimento pel molinello di testa 

da destra » 66 

» 22. » del 2° movimento pel molinello di testa 

da destra >• ivi 

» 23. » del 2° movimento pel molinello di fi- 

guia da sinistra » ivi 

» 24. » del 2° movimento pel molinello di fi- 
gura da destra » ivi 

Tavola VII. 

» 25. » del 3° movimento pel molinello di mon- 
tante da sinistra >• 67 

» 26. » del 3° movimento pel molinello di mon- 
tante da destra » ivi 

Tavola Vili. 

» 27. Fig. A. Colpo di figura interna con spaccata. — 

Fig. B. Parata di I » 68 

» 28. Fig. A. Colpo di montante esterno con spaccata. 

— Fig. B. Parata di 11 » ivi 

Tavola IX. 

» 29. Fig. A. Colpo di figura esterna con spaccata. — 

Fig. B. Para'a di III » 69 

» 30. FlG. A. Colpo di figura interna con spaccata. — 

Fig. B. Parala di IV » ivi 



ISTRUZIONI DI SCHERMA 59 



Tavola X. 

Fig. N. 31. Fig. A. Colpo di testa con spaccata. — Fig. B. Pa- 
lata di V pag. 70 

» 32. Fig. A. Colpo di ti sia con spaccata. — Fig. B. Pa- 
rata di VI » ivi 

Tavola XI. 

» 33. Fig. A. Colpo di montante esterno con spaccata. 

— Fig. B. Piirata di III bussa . . » 71 
» 34. Fig. A. Colpo di montante interno con spaccata. 

— Fig. B Parata di IV bassa. . . » ivi 

Tavola, Xir. 

» 35. Fig. A. Parata di VII. — Fig. B. Colpo di figura 

esterna con s| aerata » 72 

» 36. Fig. A. Posizione del 1° movimento pel Ccurèdi 

testa. — Fig. B. Pcsiz. di Guardia in III» ivi 

Tavola XXXI. 

» 37. Fig. A. Posizione del 1° movimento per lo sforzo 
di cambiamento di VI essendo in V. 

— Fig. B. Colpo di testa. ...» 73 
« 38. Fig. A. Posizione del 2° movimento dello sforzo. 

— Fig. B. Effetto dello sforzo sul ferro 
dell'avversario » ivi 

Tavola XIV. 

» 39. Fig. A. Posizione del 1° movimento per lo sforzo 
di cambiamento in V essendo in VI. 

— Fig. B. Colpo di testa . ...» 74 
» 40. Fig. A. Posizione del 2° movimento dello sforzo 

di cambiamento in VI. — Fig. B. Ef- 
fetto dello sforzo sul ferro ...» ivi 

Tavola XV. 

» 41. Fig. A. Posizione del 1° movimento deUo sforzo di 



60 ISTRUZIONI DI SCHERMA 

mezzo cerchio dalla posizione di II. — 
Fig. B. Colpo di mjiuaule esterno pag. 75 
Fig. N. 42. Fig. A. Posizioue del 2° movimento dello sforzo di 
mezzo cerchio. —Fig. B. Effetto dello 
sfoizo » ivi 

Tavola XVI. 

» 43. Fig. A. Posizione del 1° movimento dello sforzo di 
IV bassa sulla puntata. — Fig. B. Gua- 
tata al pjtto » 76 

» 44. Fig. A. Posizione del 2° movimento dello sforzo 

di IV bassa.— Fig. B. Elle Ito dello sfoizo» ivi 

Tavola XVII. 

» 45. Posizione d'Attacco in guardia di IH » 77 

» 46. » » in guardia di IV . . . . » ivi 

Tavola XVIII. 

» 47. » » in guardia di 11 » 78 

» 48. » » in guardia di 11 .... » ivi 

Tavola XIX. 

Modello, pesi e misure della Sciabola pel soldato di Cavalle- 
ria, e Modello, pesi e misure della Sciabola per la scherma » 79 



I